“Sammy è stato una grande luce che si è accesa nella notte del mondo”. Lo sostiene il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, nel messaggio in occasione del funerale di Sammy Basso, scienziato originario di Tezze sul Brenta (VI), malato di progeria e deceduto a 28 anni lo scorso 5 ottobre.
Ha deciso di “prestare la voce a Sammy”, leggendone il testamento spirituale, il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, nell’omelia del funerale dello scienziato originario di Tezze sul Brenta (Vi), malato di progeria e deceduto a 28 anni lo scorso 5 ottobre, celebrato questo pomeriggio nel campo sportivo di Tezze.
Parla il presidente delle Pontificie Opere missionarie, espressione della comunione e della fraternità della Chiesa universale. Attraverso il Fondo universale di solidarietà, costituito dalle offerte dei fedeli di tutto il mondo, sono in grado di sostenere un programma annuale di aiuto a favore di tutte le Chiese di missione
Quanto donato domenica 20 ottobre nelle parrocchie del nostro Paese va a sostenere i progetti che le Pom hanno affidato alla direzione nazionale italiana, rappresentata dalla Fondazione Missio. Qualche esempio di interventi in Indonesia, Papua Nuova Guinea e Uganda
Il nostro racconto del commovente funerale di Sammy Basso, divenuto catechesi francescana. Attraverso le sua vita e le parole del testamento letto dal vescovo Brugnotto, Sammy ha dimostrato che la felicità è un modo di vedere, e che anche una vita breve può essere incredibilmente piena.
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana, riunita in sessione straordinaria, ha disposto lo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’8xmille, che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, per far fronte alle necessità della popolazione del Libano.
Duramente provato da cinque anni di crisi finanziaria e dalla paralisi istituzionale, il Libano è ancora una volta teatro di guerra. Dopo il conflitto del 1982 e quello del 2006, da cui è uscito in ginocchio, il Paese si trova di nuovo al centro di bombardamenti e operazioni militari che hanno causato finora più di 1200 morti e centinaia di migliaia di sfollati
Comunicare la carità e la Caritas. Punti di forza e limiti, risorse e opportunità nell’ecosistema comunicativo della rete ecclesiale italiana sono stati al centro della prima giornata del Coordinamento comunicazione (Roma, 10-11 ottobre) della rete Caritas in Italia. In attento ascolto dei referenti diocesani i direttori dell’Ufficio Comunicazioni sociali Cei (Vincenzo Corrado), del Sir (Amerigo Vecchiarelli), di Avvenire (Marco Girardo), di Tv2000 e InBlu2000 (Vincenzo Morgante), di Sovvenire (Massimo Monzio Compagnoni). Tutti chiamati a rispondere alla domanda: come siamo o non siamo capaci di raccontare i nostri territori.
“La nostra missione è quella di far germogliare speranza e costruire comunità”. È la “proposta” contenuta quest’anno nel messaggio che i vescovi italiani hanno scritto per la 36ª Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che si celebra il 17 gennaio 2025 ed avrà per titolo: “Pellegrini di speranza”.