Preghiera per la pace a Kiev: “La guerra è contro Dio e non ha mai scuse”

Un’invocazione di pace ieri sera in piazza Santa Sofia di Kyiv, cuore religioso del Paese. Sul palco si alternano vescovi cattolici e greco-cattolici, rappresentanti delle Chiese armeno apostolica, gli avventisti del Settimo Cielo, gli evangelici ma anche ebrei e membri della Comunità islamica. Ad animare l’iniziativa ci sono i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni che con il Progetto Mean (Movimento europeo non violento) sono arrivati a Kyiv per dire con la loro presenza che il popolo ucraino non è lasciato solo. A seguire virtualmente dall’Italia, 25 “piazze” dal Nord al Sud del Paese. “Chi è venuto oggi a Kiev – ha detto il nunzio apostolico mons. Kulbokas - si assume la guerra sulle proprie spalle. Significa dire: 'Quando attaccate l'Ucraina, state attaccando e aggredendo anche noi'”

Mons. Kulbokas (nunzio): “L’attacco all’ospedale di Kiev è un monito alle coscienze: la guerra va fermata”

Il nunzio apostolico sull’attacco all’ospedale pediatrico di Kyiv: “Mi sono chiesto in questi giorni, durante la messa, che significato abbia un attacco così. Mi è venuta in mente una risposta. Questi momenti così brutali possono scuotere le coscienze in modo che sia chiaro a tutti che la guerra non va tollerata in nessun modo. Non ci possono essere spiegazioni, motivi, giustificazioni di nessun tipo. La guerra va fermata. Va fermato l'aggressore”

Giovani: Caritas italiana e Agesci, è possibile candidarsi al progetto “Mi sta a cuore. Curare il presente per sognare il futuro”

Un anno di impegno presso la sede di Caritas italiana e presso le strutture della Caritas diocesana di Roma caratterizzato per questa edizione dall’attenzione all’ecologia, “per riscoprirci parte attiva del nostro ambiente, dei luoghi e dei territori che viviamo e influenziamo attraverso la nostra partecipazione”, come dice don Antonio De Rosa, responsabile del progetto per Caritas italiana.

Settimana Sociale: l’esperienza del circle, palestra di umanità e sinodalità

La 50ª Settimana Sociale dei cattolici in Italia appena conclusa costituisce un importante punto di svolta per tutto il mondo cattolico e ha avviato processi di riflessione e dialogo per promuovere dinamiche di partecipazione attiva politica e sociale. Tale fine è stato raggiunto grazie alla costituzione di circles, piccoli gruppi di circa 20 persone, composti prevalentemente da delegati diocesani e da ospiti rappresentanti delle buone pratiche. Ogni circle, successivamente suddiviso ulteriormente in terne (gruppi di tre persone), aveva un obiettivo specifico per ciascuna giornata di lavoro