Intervista a monsignor Michel Landau, presidente di Caritas Europa, tra i relatori al 44° Convegno nazionale delle Caritas diocesane in corso fino all’11 aprile a Grado, in provincia di Gorizia. Tra i temi trattati, le elezioni europee, i conflitti in Ucraina e a Gaza, le migrazioni.
È con il più incredulo degli apostoli – detto Didimo, il gemello – che ogni anno la Chiesa “riparte” dopo l’Ottavo Giorno, il giorno della Risurrezione. Chi si ciba del pane consacrato o si ferma davanti al Signore esposto ritrova la forza di rialzarsi e rimettersi in movimento
È un appuntamento che da qualche anno accompagna i giovani consacrati di tutto il Triveneto con un attenzione particolare a quanti sono negli anni della formazione, nei primi dieci anni di professione solenne e l’invito è anche per i formatori che curano i primi passi dei giovani nei loro istituti.
Mancano pochi giorni ancora per raggiungere l’obiettivo dei 10mila euro, per la campagna di raccolta fondi “Una doccia per tutti” lanciata dalle Cucine economiche popolari attraverso la Rete del dono, in occasione della Padova Marathon del prossimo 21 aprile. Obiettivo che permetterà di garantire almeno duemila docce calde agli utenti delle CEP.
Ha preso il via ieri a Grado, in provincia di Gorizia, il 44° Convegno nazionale delle Caritas diocesane, sul tema “Confini, zone di contatto e non di separazione”. L'evento riunisce quest'anno 600 delegati da 218 Caritas diocesane di tutta Italia, fino all'11 aprile
Dichiarazione della Presidenza dei vescovi Ue (Comece) diffusa alla vigilia del voto sulla “Risoluzione sull’inclusione del diritto all’aborto nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea” (2024/2655 RSP), previsto per giovedì 11 aprile: "La Carta dei diritti fondamentali dell’Ue non può includere diritti che non sono riconosciuti da tutti e che creano divisione. Non esiste un diritto riconosciuto all’aborto nel diritto europeo o internazionale, e il modo in cui questa questione viene trattata nelle Costituzioni e nelle leggi degli Stati membri varia considerevolmente”
Uno dei segni post-sinodo Come indicato nella lettera Ripartiamo da Cana, la Curia sta rivedendo i propri spazi, ma anche il proprio stile di operare. L’obiettivo è lavorare per progetti