“Mi auguro che don Peppe non sia conosciuto dai giovani solo in modo superficiale, ma possa essere ascoltato quel suo invito a non fermarsi di fronte al male, a riconoscerlo e a non tacere davanti al male, non solo per denunciarlo, ma anche per sviluppare pensieri di attenzione al progresso vero civile, sociale e anche religioso di tutta la società”, dice al Sir il vescovo di Aversa
"Nella cerimonia al Cimitero monumentale è stata evocata da tutti l’immagine dei camion militari carichi di bare, un’immagine che fatto il giro del mondo in pochi minuti, ma il mio ricordo è invece legato al ritorno delle ceneri delle vittime, anche di quei feretri. Era l’8 aprile e quella volta erano i furgoni dei Carabinieri a riportare al Cimitero non 73 bare, ma centinaia di urne. Ai miei occhi fu un’immagine chiarissima di ciò che aveva rappresentato quell’uragano devastante nelle famiglie travolte dal virus, nelle singole persone che componevamo quelle famiglie", dice il vescovo di Bergamo
Di seguito la lettera inviata dal Card. Matteo Zuppi, Presidente della CEI, a Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, in occasione del 30° anniversario della morte di Don Giuseppe Diana.
La vivace e mai spenta attualità del pensiero di Tommaso d’Aquino, maestro di tutti noi, si può mostrare in tanti modi e a partire da tante tematiche da lui affrontate nel suo percorso speculativo. Senza voler cedere alla tentazione neoscolastica, che porterebbe a ritenere il più grande pensatore italiano di tutti i tempi capace di risolvere tutti i problemi, anche quelli che la modernità e la post(neo)modernità pongono a tutti e a ciascuno di noi, mi sembra di poter segnalare tre aspetti, a mio avviso profondamente fecondi, del suo pensiero che interpellano il nostro presente
Papa Francesco nutre una speciale devozione per lo sposo di Maria e il padre putativo di Gesù, al quale ha dedicato una lettera apostolica, un anno speciale e un ciclo di catechesi. Ma le radici del suo rapporto di intimità spirituale con il "custode della Chiesa" risalgono alle origini della sua vocazione e del suo pontificato, iniziato undici anni fa
No ai “falsi messaggi della camorra”, sì alla limpida testimonianza di don Peppe Diana. Lo scrive il Papa, nella lettera inviata a mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, per il 30° anniversario dell’uccisione di don Giuseppe Diana.
“Camminiamo come pellegrini di speranza verso l’Anno Santo, perché nella riscoperta della propria vocazione e mettendo in relazione i diversi doni dello Spirito, possiamo essere nel mondo portatori e testimoni del sogno di Gesù: formare una sola famiglia, unita nell’amore di Dio e stretta nel vincolo della carità, della condivisione e della fraternità”.