“Noi tutti bambini di Betlemme ti vogliamo bene, un bacione grande a te, Buon Natale Papa Francesco”, si apre così il video messaggio con cui i bambini di Betlemme augurano Buon Natale al Pontefice.
Alla Messa di Mezzanotte, celebrata in una Betlemme priva di luci e pellegrini a causa della guerra, il patriarca latino, card. Pizzaballa, ha ricordato palestinesi e israeliani colpiti da questa guerra, ha invitato a moltiplicare i gesti di pace e di perdono, e a pregare affinché "Cristo rinasca nel cuore dei governanti e dei responsabili delle nazioni". Il patriarca ha concelebrato con il card. Konrad Krajewski, elemosiniere di Papa Francesco, con mons. Adolfo Tito Yllana, nunzio apostolico in Israele e in Cipro e delegato apostolico in Gerusalemme e Palestina. Tra i celebranti anche padre Gabriel Romanelli, parroco latino di Gaza.
Uniti nel dono non è solo lo slogan della campagna Cei per il sostentamento dei sacerdoti, ma lo stile con cui vivere insieme la comunità. Come avviene a Solagna e San Giacomo di Romano d’Ezzelino
Papa Francesco ha cominciato l'omelia della Messa nella notte di Natale con un pensiero alla tragica attualità della guerra. Dio "non usa la bacchetta magica, non è il dio commerciale del 'tutto e subito'". "Riscopriamo il senso dell'adorazione"
In Israele e Palestina “la guerra scuote la vita di quelle popolazioni”: “Le abbraccio tutte, in particolare le comunità cristiane di Gaza e dell’intera Terra Santa. Porto nel cuore il dolore per le vittime dell’esecrabile attacco del 7 ottobre scorso e rinnovo un pressante appello per la liberazione di quanti sono ancora tenuti in ostaggio.
È stata operata a Padova grazie al finanziamento della Regione Veneto, all’impegno dell’associazione Med.Action Bambini con Elias e alla collaborazione della Caritas diocesana
È un Natale difficile quello che attende i cristiani di Terra Santa ma il messaggio che porta la nascita di Gesù è l’antidoto all’odio: “non possiamo stare senza l’Altro. Altro che è venuto a noi. Credo che sia ciò di cui abbiamo tutti bisogno adesso”. Ne è convinto il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme che, in un’intervista al Sir, vede nelle parole “fiducia e pace” la strategia politica e sociale di uscita da questa guerra scoppiata il 7 ottobre, dopo l’attacco terroristico di Hamas ad Israele
A pochi giorni dal Natale, mons. Jacques Mourad, arcivescovo siro-cattolico di Homs, racconta al Sir la sofferenza del suo Paese, la Siria, segnata dalla guerra scoppiata nel 2011. Una guerra dimenticata e mai del tutto finita. “La venuta di Gesù - dice al Sir - ci ricorda che Dio si è incarnato per la salvezza dell’umanità. Facendo del bene possiamo dare aiuto”. È con questo spirito che la comunità cristiana di Homs si accinge a trascorrere il Natale