Pranzi di solidarietà Sono tante le tavole pronte ad accogliere, non solo a Natale, anziani soli, migranti, persone senza dimora... e quanti desiderano sentire il calore degli amici e della famiglia. Cucine popolari, Comunità di Sant’Egidio, Cappuccini e diverse parrocchie
Vivere il Natale con il Verbo che si fa carne oggi, per ognuno di noi, ogni giorno, benedicendo le nostre vite e la vita dei nostri fratelli aiutando chi è in difficoltà senza giudicare, nella semplicità e nell’amore condiviso: questo e molto altro è stato il senso della testimonianza di Beatrice Fazi a Corviale.
Il viaggio de ‘La casa sulla roccia', la docuserie di Tv2000 che racconta storie di comunità parrocchiali, giunge all'ultimo appuntamento, l'ottavo, e ci porta alle pendici dell'Etna, in Sicilia. Nella parrocchia di padre Salvo ciascuno è chiamato ad essere protagonista, secondo la propria vocazione, dell'unico annuncio di salvezza.
Camponogara e Campoverardo È ancora attivo dal tempo del Covid il “Sostegno sociale parrocchiale”, progetto promosso dalla Diocesi di Padova con l’obiettivo di venire incontro a persone e famiglie in difficoltà per la pandemia. Ha fatto crescere una certa sensibilità
È l’arcivescovo maggiore di Kyiv, Sviatoslav Shevchuk, a raccontare in questa intervista al Sir e ad Avvenire con quale spirito l’Ucraina si sta preparando a vivere il Natale: “La guerra sta causando nel popolo ucraino una grande ferita”, dice. “Non c'è famiglia che non pianga qualcuno caduto in combattimento. O che non viva con apprensione e paura la situazione di un figlio o di un marito che sta combattendo sul fronte”
In questi giorni che precedono il Natale sono in programma incontri istituzionali e fra le comunità religiose secondo regole previste dai vari protocolli. Incontri importanti per la possibilità di scambiare opinioni, per ricevere e dare supporto alle proprie attività, per ristabilire equilibri e relazioni. In questo momento storico, con la tragedia della guerra in atto, questi incontri non hanno avuto la stessa atmosfera di altri anni
Papa Francesco, addolorato per la “terza guerra mondiale a pezzi” che affligge il mondo, prega ogni giorno per la pace chiedendo a gran voce la fine dei conflitti che insanguinano la terra: nella martoriata Ucraina, in Siria, in molti Paesi in Africa e ora in Israele e in Palestina.
“In questo periodo molti hanno chiesto se abbiamo cancellato il Natale. Non abbiamo cancellato il Natale, perché il Natale è un fatto già accaduto e – grazie a Dio – nessuno lo può cancellare. Il Natale consiste nel fatto che il Figlio di Dio è entrato nella nostra storia una volta per sempre, si è fatto uno di noi, è stato donato a noi, ha dato un senso alla nostra vita, e così ci ha salvato”.