Dal 22 al 23 settembre Papa Francesco sarà a Marsiglia, come da lui stesso annunciato, in occasione dei “Rencontres Méditerranéennes” (17/24 settembre), il festival che riunisce i giovani di tutte le confessioni e religioni, assieme a vescovi, associazioni e movimenti dei Paesi che affacciano sul Mediterraneo.
“Speranza per l’Europa. Come può essere rilevante una comunità cristiana nel mondo d’oggi” è il tema del Colloquio europeo delle parrocchie, che si svolgerà a Timișoara, nell’ovest della Romania, da oggi al 3 agosto.
A inizio luglio sono arrivati nove ragazzi richiedenti protezione internazionale nella canonica della parrocchia cittadina della Pace, gestiti attraverso l’associazione Popoli insieme.
Papa Francesco è “profondamente preoccupato” per la minaccia alla vita e per i danni causati dai diffusi incendi in varie zone della Grecia, “a seguito dell’attuale ondata di calore che colpisce numerosi Paesi europei”.
“Affettuosa vicinanza alle popolazioni” colpite dai nubifragi e degli incendi di questi giorni, che “evidenziano la necessità di porre in atto sforzi coraggiosi e lungimiranti per affrontare la sfida dei cambiamenti climatici e proteggere responsabilmente il creato, prendendosi cura della casa comune”.
“Non possiamo credere fatalisticamente che andrà tutto bene senza scegliere la difesa del territorio. Siamo chiamati a preservare la Casa comune con un impegno condiviso nella cura della Terra per difendere la vita di ogni persona e permetterla a chi verrà dopo di noi”.
Frapiero Si celebra l’anniversario sabato 29 con la messa del vescovo Claudio. Era il 25 luglio 1943, quando il vescovo Agostini, accogliendo la richiesta dei capifamiglia, elevò al grado di chiesa parrocchiale l’antico oratorio, costruito dai monaci benedettini nel 1726
Solamente a pensare a quella notte tra il 27 ed il 28 luglio 1993 a Roma, a qualcuno fischiano ancora le orecchie per le esplosioni dei due attentati che portavano la firma dell’organizzazione mafiosa di cosa nostra, e colpirono appena dopo la mezzanotte prima la basilica di San Giovanni in Laterano e, subito dopo, San Giorgio in Velabro. La testimonianza di mons. Marco Frisina, che ha visto con i suoi occhi la distruzione prodotta, "un'immagine di una violenza gratuita terribile e, soprattutto, anche di un sacrilegio"