“Non ci dobbiamo abituare alla guerra e alla violenza. Non dobbiamo mai rinunciare alla ricerca della pace. L’abitudine porta alla rassegnazione e si accetta la guerra come unica via possibile. Ma la vera vittoria è sempre la pace. Lo sforzo da compiere è aprire tutti gli spazi possibili per interrompere la logica della guerra, iniziata da un aggressore. Dialogo e giustizia, pace e giustizia devono andare d’accordo. Chi cerca la pace, trova anche la giustizia. Con l’insistenza della povera vedova, bisogna cercare la via della pace. E cercare la pace non è mai complicità con il male o arrendevolezza”.
«Mi rallegra vedere che in tanti ci mettiamo in cammino». Ha concluso così la sua riflessione, il vescovo Claudio, durante la celebrazione della Parola di Dio – nella serata del Mercoledì della Ceneri, 22 febbraio, in Cattedrale – con il rito di imposizione delle ceneri.
Con le nuove tecnologie, c'è il rischio di "una modificazione radicale dell'umano". A lanciare il grido d'allarme è stato mons. Vincenzo Paglia, mettendo in guardia dal transumanesimo e auspicando una nuova riflessione su temi come l'intelligenza artificiale e gli algoritmi.
Ha un approccio esuberante, energico, Johnny Dotti, pedagogista e imprenditore sociale che con la sua verve ha un modo tutto personale di coinvolgere e, soprattutto, interrogare.
Venerdì 24 febbraio 2023 ricorre un anno dall’invasione russa in Ucraina, che ha dato avvio a una guerra che continua a provocare migliaia di vittime e alimenta tensioni preoccupanti a livello mondiale.
Papa Francesco, a un anno dalla guerra in Ucraina, ha ricordato il "triste anniversario" di "una guerra assurda e crudele" e ha rivolto un appello per la fine del conflitto, il cessate il fuoco e l'avvio di negoziati di pace. "Non spegnere lo Spirito Santo", l'invito per la Quaresima
Nuotiamo in un superfluo che ci fagocita ed ottunde. Nella banalità delle proposte che si dicono artistiche e artistiche non sono perché l’arte è apertura all’infinito che conduce a bramare l’Infinito e non un carapace chiuso su se stesso stracolmo di denaro. Una buona scossa, se guardiamo alla luce del Risorto, potremmo provarla. Una scossa interiore che sappia comprendere lo stato d’animo e il dramma di chi si ritrova ai piedi delle macerie della propria casa e della propria famiglia sepolta dai massi. Solo il Risorto può incidere nei famosi quaranta giorni, la gioia del percorso che ci rende trasparenti e non schiavi di nullità e di banalità. A noi la scelta: infischiarcene oppure giocarci nella conversione, guardando a Lui