Domani, 31 gennaio, inizierà il 40° Viaggio apostolico di Bergoglio, secondo Pontefice a recarsi nello Stato dell’Africa centrale già visitato da San Giovanni Paolo II nel 1980 e nel 1985. Francesco soggiornerà fino al 3 febbraio a Kinshasa, capitale e città più grande della Repubblica Democratica del Congo, per poi proseguire il Viaggio in Sud Sudan, dove non è stato nessun altro Papa e dove rimarrà fino al 5 febbraio. Don Dieudonné Kambale Kasika, responsabile della pastorale universitaria e incaricato della comunicazione per l’arcidiocesi di Kisangani, racconta i preparativi per accogliere Francesco e il suo “messaggio di pace”
Non pacificato, né tantomeno unificato, il Sud Sudan è il più giovane dei Paesi africani: nato nel 2011 dopo la divisione dal Sudan, è entrato in una guerra intestina nel 2013.
Viene dal sud dell’Ecuador suor Libia Maria Suquinagua Angamarca, 35 anni, delle suore di san Francesco di Sales, che ha fatto la sua professione perpetua l’8 gennaio e che ora è nella comunità di Casa famiglia Leonati alla Guizza dove condivide la vita con altre consorelle e alcune ragazze.
È dalla capacità di creare uno spazio dentro di noi per l’altro che nascono gli atti delle comunità, delle Caritas parrocchiali, dei centri di ascolto vicariali. Accoglienza è creare lo spazio relazionale, non solo mettere a disposizione un luogo, in cui l’altro possa sentirsi capito, accolto e valorizzato. Come avviene a Casa Santa Chiara, dove da inizio anno sono accolte persone senza dimora. Qui, ad accoglierli, c’è un gruppo di volontari
«Se penso alla mia professione semplice, il 4 gennaio, provo una grande emozione e una gratitudine profonda per il dono della chiamata e per la mia famiglia religiosa» racconta suor Elettra Colini, padovana di 29 anni, della famiglia delle Dimesse.
Vigonovo. La chiesa è stata chiusa per il rischio di distacco di calcinacci e le celebrazioni si sono spostate in centro parrocchiale. Per il consolidamento ci vorranno anni e una discreta somma. E c’è da intervenire anche sulla canonica