Il secondo incontro dei “sinodali”, dopo l’apertura del 5 giugno scorso in Cattedrale, ha ribadito gli obiettivi del percorso e dato il via al lavoro delle Commissioni
“A proposito dell’inizio del Concilio, 60 anni fa, non possiamo dimenticare il pericolo di guerra nucleare che proprio allora minacciava il mondo. Perché non imparare dalla storia?”.
“Ho paura quando vedo comunità cristiane che dividono il mondo in buoni e cattivi, in santi e peccatori: così si finisce per sentirsi migliori degli altri e tenere fuori tanti che Dio vuole abbracciare”.
Oltre 7.800 istituti per più di 542mila alunni, tra i quali quasi 10mila con disabilità e quasi 40mila di cittadinanza non italiana. Sono i numeri del XXIV Rapporto del Centro studi per la scuola cattolica (Cssc) intitolato “Valutare per valorizzare”
“Un saluto molto cordiale da Papa Francesco”: queste sono state le prime parole del card. Konrad Krajewski ai tanti bambini che vivono situazioni di marginalità e disagio sociale, di cui molti provenienti dall’Ucraina, radunatisi nel piazzale della basilica di Santa Sofia a Roma, per la festa a loro dedicata “Facciamo pace”, con musica, giochi, maschere, regali, merenda e, soprattutto, tanto divertimento.
«Il Sinodo è un’esperienza di ascolto e di dialogo, e di conseguenza ci chiede di imparare una lingua nuova. La lingua che usiamo richiede attenzione per la storia della nostra Chiesa, per la cultura in cui siamo immersi, per le abitudini e le tendenze del nostro tempo che chiedono di essere considerate con precisione, senza fraintendimenti o generalizzazioni».