Armida Barelli. Nata nel 1882 a Milano, fu chiamata da Benedetto XV a dare vita alla Gioventù femminile di Azione cattolica. Insieme ad Agostino Gemelli, poi, fondò l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Verrà beatificata il 30 aprile a Milano. Due giovani donne la raccontano
In quelle mani e in quel fianco, in quelle ferite mostrate ci sono “porte”: è come se tutto il suo corpo si spalancasse per fare uscire dalle mani il Soffio, e per accogliere tutti nel cuore,… Giuliana di Norwich, guidata da Dio, vede il Risorto come un giardino, un nuovo Eden, "un luogo bello e delizioso, largo abbastanza da contenere tutta l’umanità salvata perché vi riposasse nella pace e nell’amore"
“Quando sperimentiamo la gioia di essere liberati dal peso dei nostri peccati, dei nostri fallimenti; quando sappiamo in prima persona che cosa significa rinascere, dopo un’esperienza che sembrava senza via d’uscita, allora bisogna condividere con chi ci sta accanto il pane della misericordia. Sentiamoci chiamati a questo. E chiediamoci: io, qui dove vivo, io, in famiglia, io, al lavoro, nella mia comunità, promuovo la comunione, sono tessitore di riconciliazione? Mi impegno per disinnescare i conflitti, per portare perdono dove c’è odio, pace dove c’è rancore? O io cado nel mondo del chiacchiericcio, che sempre uccide?”.
“Oggi varie Chiese orientali, cattoliche e ortodosse, e anche diverse comunità latine, celebrano la Pasqua secondo il calendario giuliano. Noi l’abbiamo celebrata domenica scorsa, secondo il calendario gregoriano. Porgo loro i miei auguri più cari: Cristo è risorto, è risorto veramente! Sia Lui a colmare di speranza le buone attese dei cuori. Sia Lui a donare la pace, oltraggiata dalla barbarie della guerra. Proprio oggi ricorrono due mesi dall’inizio di questa guerra: anziché fermarsi, la guerra si è inasprita. È triste che in questi giorni, che sono i più santi e solenni per tutti i cristiani, si senta più il fragore mortale delle armi anziché il suono delle campane che annunciano la risurrezione; ed è triste che le armi stiano sempre più prendendo il posto della parola”.
La sensazione che si prova è quella di un abbraccio che avvolge e riscalda con l’amore di Dio. Era proprio questa l’intenzione del parroco di Galzignano, don Danilo Isati, quando ha deciso di dare vita a un luogo di preghiera in centro parrocchiale.
“La guerra distrugge non solo gli sconfitti ma anche i vincitori. Distrugge tutti”. Lo ha detto il Papa, ricevendo oggi in udienza la Comunità pastorale “Madonna delle lacrime” da Treviglio (Bergamo).
“Desideriamo ringraziare il Santo Padre per la fiducia che ha riposto in noi e nel nostro operato. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato con noi durante questo periodo ad interim nel portare avanti la missione del Dicastero. Un pensiero riconoscente va al card. Peter K.A. Turkson e a tutti coloro che sono stati Superiori in Dicastero fino alla fine del 2021”.