Mentre ancora diverse zone del Nord-Reno Westfalia e del Renania Palatinato restano allagate dagli affluenti del Reno e la conta dei morti e dei dispersi non si ferma, le diocesi si organizzano per aiutare le persone che hanno perso tutto.
Si svolge venerdì 16 luglio, a Trento, la cerimonia per il conferimento della laurea a titolo d’onore ad Antonio Megalizzi, il giovane giornalista europeista rimasto vittima dell’attentato di Strasburgo dell’11 dicembre 2018. Saranno presenti il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e David Sassoli. Il settimanale “Vita trentina” ha sentito in proposito il presidente del Parlamento europeo. Il Sir rilancia l’intervista
La campionessa di lancio del peso, originaria del Camerun, dal 29 aprile ha la cittadinanza italiana. “Ho sempre sentito questo Paese come il mio”, dice. È stata il volto femminile di “Notti europee” su Rai Uno, in seconda serata, dopo le partite di calcio. "Ho gioito tantissimo per il trionfo della Nazionale, finalmente da italiana"
Trent’anni, di origini albanesi, il pugile semi professionista vive a Trento, dove, insieme con la moglie, ha aperto l’House of Boxing, centro di aggregazione per ragazzi, “lost boy come me”, dice
A presentare la delegazione, guidata dal capo missione Juri Stara, segretario generale del Comitato italiano paralimpico e capitanata dai due portabandiera Beatrice Vio e Federico Morlacchi, è stato il presidente del Cip, Luca Pancalli. "113 atleti e maggioranza di donne, già doppio traguardo storico"
Rapporto di Oms e Unicef. Il Covid-19 ha portato ad un grande passo indietro nelle vaccinazioni infantili. Rispetto al 2019, 3,5 milioni di bambini in più non hanno ricevuto la prima dose di vaccino per difterite, tetano e pertosse e 3 milioni di bambini in più non hanno ricevuto la prima dose contro il morbillo
Un anno è trascorso da quel 15 luglio 2020. E sono davvero pochi, dovuti essenzialmente alla caparbietà di fonti indipendenti, di coraggiosi giornalisti e attivisti, di qualche politico d’opposizione, i passi in avanti sulla morte (probabilmente sull’uccisione) di Mario Paciolla, il cooperante di 33 anni, originario di Napoli, che lavorava per le Nazioni unite, nell’ambito del Programma per lo sviluppo, per l’implementazione del processo di pace in una delle aree storicamente più calde del Paese, San Vicente del Caguán, nel dipartimento sud-orientale del Caquetá. Un anno dopo, dunque, pur senza certezze, molti elementi fanno sempre più pensare che la sua morte sia stata voluta, come tante in questo Paese insanguinato, dai “signori della guerra”. Per la prima volta la Conferenza episcopale colombiana, attraverso il direttore del segretariato di Pastorale sociale e Caritas, mons. Héctor Henao, contattato dal Sir, prende posizione sulla vicenda, pur senza entrare sui temi delle inchieste in atto.