Ci siamo, finalmente il 23 luglio 2021 è giunto, con il suo carico di sogni, speranze e sudore. Tokyo e la sua notte saranno illuminate dal braciere olimpico che brucerà con le fiamme arrivate dal sacro stadio di Olympia: i Giochi della XXXII Olimpiade di Tokyo cominciano, con un anno di ritardo, ma cominciano, testardi testimoni di quella volontà di non arrendersi mai che è tipica dell’atleta olimpico. Nella guerra contro la pandemia sono state perse non una ma più battaglie: lo spostamento di un anno, la perdita del pubblico, la paura che ancora attanaglia i Governi e gli enti sanitari dei Paesi che vedranno sventolare la propria bandiera sull’ovale dello Stadio Olimpico di Tokyo
"Il loro è il vero spirito olimpico". Il presidente del Comitato olimpico internazionale, Thomas Bach, ha incontrato per la prima volta gli atleti. Nato 5 anni in occasione dei Giochi di Rio, il Team Rifugiati è impegnato in 12 discipline
“La pandemia non ha sospeso, ma accelerato l’iter burocratico, grazie all’opera di semplificazione voluta dal commissario Legnini. I prossimi anni saranno decisivi per la rinascita dell’intero Appennino, beneficiando del nuovo clima imposto dal Covid, che si concentra sulla qualità e non solo sulla quantità. Giacché questa terra è sempre stata penalizzata dalla quantità degli abitanti, delle risorse economiche, delle opportunità sociali”.
Era il 7 settembre 2013, quando Tokyo durante la 125ª sessione del Comitato olimpico internazionale, a Buenos Aires, superando Istanbul e Madrid, veniva designata come sede dei giochi olimpici 2020. “Voglio sconfiggere 15 anni di deflazione", dichiarava l’allora primo ministro Shinzo Abe che aggiungeva "abbiamo una grande occasione per far brillare Tokyo e il Giappone". I mass media, da parte loro, enfatizzavano il consistente e presunto impatto economico da 30 miliardi di dollari che l’evento avrebbe dovuto generare. Risorse vive per rilanciare il Giappone utili al superamento della crisi economica di cui era vittima il Paese
L'analisi dell'Osservatorio Malattie Rare. Ciancaleoni: “Non si può solo voler risparmiare, va migliorato il sistema. Occorre inserire tutte le patologie nelle tabelle e lavorare sul tema della rivedibilità”. Su 700 malattie rare hanno un codice di esenzione solo 7 e solo queste sono inserite nelle tabelle Inps: una su 100
Indagine di Senior Italia FederAnziani tra gli aderenti: su 464 intervistati solo 4 hanno dichiarato di non volersi vaccinare per paura o sfiducia e il 54% conosce una o più persone over60 che non lo faranno. Il 63,4% si sottopone abitualmente alla vaccinazione antinfluenzale stagionale. Messina: "Bisogna comunicare in modo ancora più efficace"
L’esecutivo di Atene ha adottato nuove misure di sicurezza, come muri di 3 metri d’altezza, con l’obiettivo annunciato di evitare intrusioni dall’esterno, ma per chi ci lavora si tratta di provvedimenti che renderanno ancor più isolate le persone accolte. E la situazione non è diversa nei “campi modello”