Guerra civile in Myanmar: “È un genocidio a ritmo lento”

E’ guerra civile in Myanmar. Aumentano le persone in fuga dagli attacchi sproporzionati e violenti dei militari. Nella giungla, donne e bambini faticano a sopravvivere. Nella mancanza di cibo, igiene, acqua pulita, il rischio è la diffusione di malaria e dissenteria. I militari bloccano anche l’accesso agli aiuti umanitari. Due volontari sono stati uccisi mentre portavano sul motorino gli aiuti agli sfollati. Un “genocidio a ritmo lento”, dice padre Maurice Moe Aung, missionario originario di Loikaw che opera in Italia. “Se non vengono aiutati dalla Chiesa, gli sfollati non hanno nessuna speranza di sopravvivere”

Afghanistan: ritiro italiano. Mons. Marcianò (Omi), “profonda gratitudine ai nostri militari e ai loro cappellani”

“Nel pensare al ritiro dei militari italiani dalla missione in Afghanistan, da pastore, sento di manifestare loro una profonda gratitudine. Lo stile di competenza, correttezza e cura dell’umano che caratterizza i militari italiani è apprezzato ovunque e contribuisce incisivamente a creare un clima di rispetto e di pace, anche nelle relazioni con le autorità del luogo e con militari di altre nazionalità”.

L’immigrazione “sospesa”, così la pandemia ha pesato sull’inserimento sociale degli stranieri

Le anticipazioni del Rapporto Idos-Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio. Nel 2020, complice l’emergenza sanitaria, si è registrato uno stato di “sospensione” dell’immigrazione nell’area romano-laziale. Diminuiscono i nuovi permessi per asilo e i minori stranieri non accompagnati. Per gli immigrati residenti, brusco rallentamento dei servizi sociali e sanitari. Acuite le diseguaglianze a scuola