Il nuovo campo profughi di Kara Tepe non lascia tranquilli

Dopo la devastazione del campo profughi di Moria a causa delle fiamme dolose della scorsa settimana, una parte dei migranti ha trovato sistemazione in un nuovo campo con forniture Unhcr a Kara Tepe che è stato ufficialmente presentato come provvisorio. Ma qualche dubbio sorge inevitabilmente.

Intanto, si aspetta la risposta, ancora una volta tardiva, dell'Europa.

Regno Unito: premier Johnson domani potrebbe annunciare un nuovo lockdown. Crescono i contagi. I titoli dei giornali britannici

La notizia che il premier Boris Johnson parlerà alla nazione, domani sera, come è capitato alla fine dello scorso marzo, con l’avvio del lockdown, occupa le prime pagine dei giornali britannici questa mattina. Secondo il “Daily Telegraph”, quotidiano vicino al partito conservatore, Boris Johnson minaccerà di richiudere i pubs e proibire le visite di amici e parenti se i cittadini non osserveranno meglio le regole per controllare il contagio.

Mauro Armanino dal Niger: “Tutti qui sanno che padre Maccalli è vivo, lo aspettiamo”

Il missionario dello Società delle missioni africane (Sma) a Niamey, capitale nigerina, racconta la speranza che attraversa la comunità locale di riavere il confratello Pierluigi Maccalli, sparito la sera del 17 settembre di due anni fa. Povertà e violenza segnano il Paese africano. “Qui la comunità cristiana si chiede tre cose: come conservare la fede, cosa mangiare e dove abitare fisicamente”

Le “minacce” di Lukashenko. Ferrari (Ca’ Foscari): “Dimostrano che è sempre più in difficoltà”

Assediato da ormai 40 giorni di proteste popolari, il presidente Lukashenko ha convocato giovedì i suoi fedelissimi ed ha annunciato la volontà di chiudere le frontiere della Bielorussia con Polonia e Lituania e di mettere l’esercito a controllo del confine con l’Ucraina. “Siamo di fronte – spiega al Sir Aldo Ferrari – non tanto ad una minaccia di aggressione militare quanto a segnali che evidenziano un fatto: Lukashenko si sente minacciato dall’esterno”. E riguardo alla missione diplomatica della Santa Sede, l’esperto osserva: “Per avere esito positivo, qualsiasi azione si voglia promuovere, questa deve avvenire all’interno di un processo di pacificazione nazionale che comprenda dentro tutti”