“Indebiti ostacoli al diritto fondamentale alla libertà di religione”: questo, secondo Jean-Claude Hollerich, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), sarebbe l’effetto della legge che il governo danese intende presentare per richiedere che tutti i sermoni, le omelie e gli altri discorsi tenuti in un contesto religioso (liturgico) siano tenuti in danese o resi accessibili in lingua danese. Seppur con “rispetto” verso i processi nazionali, l’arcivescovo guarda a questa proposta “con preoccupazione” e la inserisce in “una tendenza più ampia e crescente di negligenza del diritto fondamentale alla libertà di religione negli Stati membri dell’Ue e persino a livello di Corte dell’Ue”.
L’associazione 4tomorrow lancia un contest per chiedere la liberazione dello studente egiziano dell’Università di Bologna in carcere al Cairo. Chiunque, entro il 28 gennaio, può inviare la propria opera: i 10 migliori poster saranno affissi, nell’anniversario del suo arresto, nelle città aderenti
I principali risultati della videoconferenza tenutasi ieri sera tra i capi di Stato e di governo dei Paesi dell'Unione europea (Ue). L'obiettivo principale è contenere l'epidemia e, allo stesso tempo, evitare la chiusura delle frontiere all'interno dell'Ue
In novembre il record negativo con quasi 36mila infezioni segnalate. I morti sono 423, in maggioranza uomini e con un’età tra i 50 e 64 anni. Un quarto dei decessi nel settore sanità e assistenza sociale
Medici per i Diritti Umani (Medu) esprime preoccupazione per il preannunciato sgombero della casa cantoniera autogestita “Chez JesOulx” in Oulx che, occupata nel 2018 da attivisti, ha accolto in questi anni migliaia di persone in transito verso la Francia fornendo loro cibo, vestiario e un luogo dove poter riposare
Covid e lockdown, i dati dell’indagine di Nomisma e Crif. Chi è riuscito a risparmiare (il 57% del totale degli intervistati) lo ha fatto non senza difficoltà. Mutui, affitti e utenze preoccupano. E per il 2021 gli italiani si dichiarano pronti a comprimere o addirittura a rinunciare a molte delle spese non strettamente necessarie
Sono circa 3 mila i migranti che lottano per sopravvivere al gelo e in condizioni drammatiche nel nord della Bosnia-Erzegovina e hanno un disperato bisogno di alloggi adeguati, vestiti caldi, cibo e assistenza medica. “E’ una questione di dignità e di diritti umani!”
Il meccanismo è stato avviato sul caso di Flint (nome di fantasia), un bambino che risulta avere “nazionalità sconosciuta” al posto di “apolide”. E in questo modo non ha diritto alla protezione internazionale