Il cardinale Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Colonia, intende accogliere i rifugiati dei campi greci nella sua arcidiocesi. "Noi della diocesi di Colonia siamo pronti ad accettare le persone"
Da Genova la ministra annuncia che per la scuola c'è un miliardo in più. E sui banchi: "Presidi stiano tranquilli, li smaltiamo noi". Protocollo con sindacati, “domani si può chiudere"
I cittadini del Nicaragua vivono una situazione sempre più difficile, un incubo dal quale pare sempre più difficile trovare una via d’uscita. Prigionieri di un Governo che ha eliminato le libertà fondamentali. Che continua ad alimentare ostilità verso la Chiesa e non impedisce, anzi perlopiù favorisce, attacchi che il card. Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, ha definito di “natura terroristica”, come quello perpetrato venerdì 31 luglio alla cappella del Sangue di Cristo, nella cattedrale della capitale. Un gesto molto preoccupante, che si aggiunge ad altri due attacchi subiti nell’ultimo mese da luoghi sacri, precisamente dalle cappelle della Veracruz e del Nindirí. In queste settimane, agli occhi del regime, la Chiesa nicaraguense ha una “colpa in più”, oltre a quella di difendere, da anni, le libertà e i diritti umani e di denunciare le continue violazioni di tali diritti. La “colpa” è, appunto, quella di non tacere la gravità della situazione sul Covid-19
La Comunità di Sant'Egidio presente nell'isola greca con i suoi volontari ha ottenuto che ogni giorno almeno 300 profughi possano uscire dal campo per partecipare alle attività organizzate per grandi e bambini
Dalla gestione della pandemia di Covid-19 alla geopolitica, fino al rapporto con le minoranze religiose. Conversazione a tutto tondo con il nuovo ambasciatore del Pakistan in Italia, Jahuar Saleem
Ibrahim Heggi è il portavoce europeo del Movimento 6 Aprile: dopo 21 giorni di detenzione, nel 2008 si è trasferito a Milano, e oggi non può tornare nel suo paese perché sarebbe troppo pericoloso. “È lo stesso destino che potrebbe capitare a Patrick dopo la liberazione. Il regime di Al-Sisi è più feroce di quello di Mubarak: chiunque parli di diritti umani viene massacrato”
"Parola d'ordine, LAVORO! Abbiamo una grande sfida davanti, che possiamo vincere con un grande lavoro di squadra. Si sono costruiti nuovi mercati, è nata l'esigenza di nuovi servizi e quindi di nuove domande. Dobbiamo farci trovare pronti....