Stati Uniti. La corsa alle armi per il dopo elezioni

La corsa alle armi negli anni delle elezioni non è nuova nella cultura americana, spesso gli statunitensi fanno scorte di armi da fuoco e munizioni temendo che una vittoria democratica potrebbe portare a restrizioni legislative nel possesso e nell’uso. I timori di violenza da parte dei suprematisti bianchi e della polizia sono stati anche una delle principali cause di acquisto tra gli afroamericani, mentre le donne sono state guidate dal timore di aggressioni personali. Un pensiero trasversale che guida l’acquisto per uomini e donne è il timore che la polizia sia incapace di controllare le folle in rivolta e, dopo alcune risposte del presidente sulle milizie, il terrore  di manifestazioni violente ha messo l’acceleratore sugli acquisti al punto che l’Fbi si è trovata a fare molti più controlli sugli acquirenti di quanto mai accaduto prima. In un clima fortemente polarizzato, c'è qualcosa di tipicamente americano che supera l'appartenenza al partito e i confini sociali, che vede liberali e conservatori spintonarsi davanti ai negozi per l’acquisto di un'arma e di munizioni per essere preparati al dopo 3 novembre

Medio Oriente: i “cuccioli dell’Isis”, l’ultima degenerazione dei bambini soldato

È uscito in questi giorni “I cuccioli dell’Isis. L’ultima degenerazione dei bambini soldato” (Edizioni Terrasanta), scritto da padre Stefano Luca, frate cappuccino che, dal 2019, dirige il dipartimento di Teatro sociale dei Frati minori cappuccini portando avanti il programma "Contro l’estremismo - Programma di teatro sociale per la riabilitazione e la reintegrazione dei bambini jihadisti/estremisti".  Con l'autore il Sir ha cercato di analizzare, all’interno del più ampio fenomeno dei bambini soldato, il mondo dei bambini del Califfato

Trump o Biden: a chi andrà il voto dei cattolici?

È un mito l'idea del voto cattolico. Di questo è sicura Jo Renee Formicola, professoressa di Scienze politiche all’Università di Seton Hall, perché "il cattolicesimo non è monolitico e i cattolici hanno modi diversi di pensare e di mostrare la loro religione". Una recente ricerca del Pew research center sembra darle ragione