Elezioni europee: Brexit ed exit poll, due incognite a 100 giorni dal voto

L'Assemblea Ue presenta ai giornalisti la strategia per portare i cittadini alle urne tra il 23 e il 26 maggio. E mentre cresce l'attenzione sull'Ue e si scalda il dibattito politico tra sovranisti ed europeisti, prende quota la possibilità che l'affluenza alle urne possa invertire il trend negativo. Tra le curiosità di questa tornata: in tutti i Paesi votano i maggiori di 18 anni, salvo in Austria e Malta, dove sono chiamati alle urne i 16enni e in Grecia, dove possono votare i 17enni

Pakistan: altre 187 Asia Bibi in attesa di giudizio. Ncjp, “legge sulla blasfemia strumento per colpire le minoranze

Attualmente sono 187 i casi di cristiani accusati di aver profanato il Corano o diffamato Maometto. Il dato viene fornito al Sir dalla Commissione nazionale giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana. La legge sulla blasfemia, ricorda la Commissione, “limita fortemente la libertà di religione e di espressione. Nella quotidianità, infatti, viene spesso usata come strumento per perseguitare le minoranze religiose”. Il caso di Sawan Masih, condannato a morte

Venezuela, nuove manifestazioni. L’arcivescovo di Ciudad Bolívar, “Usciremo da questa situazione in modo pacifico”

Una folla impossibile da contare ha invaso le strade di Caracas, ma anche quelle delle altre principali città, in tutto il Paese. La marcia è stata convocata in occasione della Giornata della gioventù, che ricorda il sacrificio dei giovani, compresi molti seminaristi, nella battaglia per l’indipendenza del Venezuela. Anche in questa occasione la Chiesa è stata vicina al suo popolo e, in particolare, ai giovani. È il caso, per esempio, di mons. Ulises Gutiérrez, arcivescovo di Ciudad Bolívar, capitale dello Stato meridionale del Bolívar: è sceso in strada, con la sua gente, per la terza volta in tre settimane. “Avvertiamo - dice - la presenza e l’appoggio della comunità internazionale, è grande e di notevole effetto”

La ricetta di Conte per la nuova Europa: rimettere il “popolo” al centro

Il premier italiano interviene nell'emiciclo del Parlamento europeo con un discorso sul futuro dell'integrazione comunitaria. Denuncia una Ue distante dai cittadini e segnala alcuni settori in cui è richiesta una maggiore cooperazione tra gli Stati, a partire dalle migrazioni. Gli errori - secondo il premier - di trent'anni di politica in Italia e su scala continentale. In aula bagarre, accuse e repliche piccate