È il momento di cooperare

«Noi cristiani dobbiamo cavalcare la profezia e avere il coraggio di andare controcorrente. Dobbiamo ricordarci che i migranti sono uomini e anche per loro Cristo è morto. La profezia è sempre scomoda. Dobbiamo renderci conto che il Vangelo ci chiede di schierarci sempre dalla parte degli ultimi». Così monsignor Francesco Montenegro, in vista della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che la Chiesa celebra in tutto il mondo il 19 gennaio.

Una prospettiva nuova

Sui migranti occorre cambiare prospettiva per avere atteggiamenti e comportamenti più consoni al Vangelo. È questo, in ultima analisi, ciò che suggeriscono i vescovi del Triveneto in occasione della centesima Giornata mondiale dei Migrantes. Lo hanno fatto nel corso della conferenza stampa tenuta a Cavallino, nella Casa Maria Assunta dove, come è ormai consuetudine, i vescovi si ritrovano a inizio gennaio per una “due giorni” di aggiornamento pastorale.

Ius soli: urgente e necessario

La questione dello Ius soli era stato il tema della conferenza stampa della Conferenza Episcopale Triveneta del gennaio dello scorso anno. La presa di posizione dei vescovi triveneti era netta e chiara: i bambini che nascono in Italia sono italiani.