Libano, Aoi: “E’ catastrofe umanitaria. Subito cessate il fuoco e aiuto alla popolazione”

L’Associazione delle organizzazioni italiane di solidarietà e cooperazione internazionale esprime grande preoccupazione per la gravissima emergenza umanitaria che ha colpito il Libano a causa degli attentati e dei bombardamenti israeliani. Chiesti un pressing internazionale per il cessate il fuoco e, al governo italiano e alle istituzioni europee, di “intraprendere un’immediata operazione umanitaria di soccorso della popolazione libanese”

Centro Mariapoli “La Sorgente”, porte aperte agli sfollati. “La nostra speranza è vedere fiorire il deserto dei cuori”

Testimonianze dal Centro Mariapoli “La Sorgente” di Ain Aar, a 20 chilometri a Nord di Beirut dove anche qui le persone in fuga dalle bombe che stanno devastando il Sud del Paese, hanno bussato alle porte e le hanno trovate spalancate. “Potevamo non accoglierle? Cosa ne sarebbe stato dell’ideale di fratellanza del quale ci nutriamo e che dovrebbe essere la nostra caratteristica?”. “La speranza è che presto si possa tornare a casa. Tanto sangue versato deve far fiorire il deserto dei cuori. Speriamo che questo calvario che stiamo vivendo, apra una breccia nella coscienza dei potenti e di tutti sull’evidenza che la guerra è una sconfitta per tutti, come ripete Papa Francesco”.

Rifugiati e università: meno della metà ha lo status, il 6% ha subito discriminazioni. E da quest’anno niente borse di studio

In occasione del convegno “Manifesto dell’Università Inclusiva”, organizzato dall’Università Lumsa in collaborazione con Unhcr e Ruiap, presentati i risultati del questionario rivolto a studenti richiedenti e beneficiari di protezione. Da quest’anno niente borse di studio dal ministero dell’Interni. Gli studenti: “Siamo ‘fuori sede’ anche noi, anzi ‘senza sede’, ma questo evidentemente non interessa”

Emergenza educativa: mons. Baturi, “riguarda l’intera società”, “preoccupati per violenza dei fatti di cronaca”

“Parlare di emergenza educativa significa parlare del futuro”. Ne è convinto mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari e segretario generale della Cei, che nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio permanente, a proposito delle “notizie di violenze e morte nei contesti affettivi, deputati ad essere contesti di fiducia” ha rivelato che i vescovi italiani sono “preoccupati sia per la violenza, l’istintività, la mancanza di progetto, sia perché si tratta di giovani a cui dovremmo saper trasmettere ragioni di vita e di speranza”.