Migranti, “in Italia accoglienza senza prospettiva”. E si privilegia quella d’urgenza

Focus di OpenPolis. Originariamente la legge aveva previsto di affiancare al sistema ordinario (Sistema di accoglienza e integrazione – Sai) i centri di accoglienza straordinaria (Cas) attivabili dalle prefetture, anche d’urgenza. Logica vorrebbe quindi che il Sai copra gran parte delle necessità. Negli anni però questa impostazione è stata smentita. Così, a fine 2022, il sistema di accoglienza ordinario copriva solo il 35,7% dei posti

Sanità, “il gap maggiore con i Paesi europei accumulato tra il 2011 e il 2015 con la spending review”

Presentato il rapporto Fiaso sulla spesa sanitaria in Italia negli ultimi quindici anni. Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere: “Dal 2016 la spesa sanitaria italiana è ripresa a crescere, anche se un po’ meno della media dei Paesi europei. Ma la distanza dall’Europa che si è accumulata tra il 2011 e il 2015 è il macigno che ci trasciniamo dietro ancora oggi”

«Il suono delle bombe è sempre più vicino». Fuggire, ma dove? La testimonianza esclusiva dal cuore di Rafah

Ibrahim Taha Mohammed Turki da cinque mesi vive nella sua tenda a Tal al-Sultan, area nel sudovest di Rafah vicino al confine con l’Egitto, insieme ai suoi genitori, sua moglie e i suoi tre figli. Qui si sono rifugiati gli sfollati provenienti da tutta la Striscia, scappando dai bombardamenti e dall’avanzata via terra dell’esercito israeliano. Per mesi luogo sicuro e "inviolabile", valico essenziale per il passaggio degli aiuti umanitari, dalla notte di lunedì 6 maggio, dopo i bombardamenti di Israle, la situazione è delicata e a un passo dall'esplodere. «La "zona sicura" è lontana da dove ci troviamo noi, i costi di trasporto sono altissimi e una volta lì anche procurarci una nuova tenda sarà difficilissimo. Per di più non ci saranno le strutture e i mezzi per soddisfare le necessità di base: acqua potabile, servizi igienici, cibo…

Sanità, “il gap maggiore con i Paesi europei accumulato tra il 2011 e il 2015 con la spending review”

Presentato il rapporto Fiaso sulla spesa sanitaria in Italia negli ultimi quindici anni. Giovanni Migliore, presidente della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere: “Dal 2016 la spesa sanitaria italiana è ripresa a crescere, anche se un po’ meno della media dei Paesi europei. Ma la distanza dall’Europa che si è accumulata tra il 2011 e il 2015 è il macigno che ci trasciniamo dietro ancora oggi”