“Avevano promesso di mantenere la via aperta e invece il corridoio è rimasto circondato e bloccato ormai da 6/7 mesi. È un crimine, un crimine contro l’umanità. Ci sono bambini, vecchi, malati, persone affamate. E di fronte a questo scenario di disperazione, nessuno fa nulla. Si dichiari almeno che è in atto un nuovo genocidio”. È Sua Beatitudine Raphaël Bedros XXI Minassian, patriarca di Cilicia degli armeni, a lanciare un grido di denuncia su quanto sta accadendo attorno al corridoio di Lachin. E aggiunge: “L’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, tutte le grandi potenze mondiali sono testimoni di un genocidio del 21° secolo ma non fanno nulla”, dice. “Anche nel 1915, gli ambasciatori di tutto il mondo erano presenti, sono stati testimoni di quello che stava accadendo ma non hanno fatto nulla per fermare il genocidio. Oggi quella storia si ripete”.
Una scena così, in Araucanía, la regione del Cile che pure è attraversata dal cosiddetto “conflitto mapuche”, non l’avevano mai vista. È accaduto mercoledì 2 agosto: un’intera “cittadella” dei servizi, nel villaggio agricolo di di Aniñir, nel municipio di Traiguén, a cinquanta chilometri dal capoluogo Temuco, incendiata nel giro di un’ora
“La chiatta ‘Bibby Stockholm’, ormeggiata nel porto di Portland, attrezzata come centro di detenzione, per ospitare, nei prossimi mesi, almeno 550 migranti, è l’ultimo simbolo politico di un approccio populista e inefficiente al problema della migrazione” da parte dei Conservatori, che in questo modo cercano di recuperare voti nel momento di massima distanza dall’elettorato. Davies, docente all’Università di Oxford e all’ateneo cattolico Saint Mary’s University, mostra un giudizio severo verso l’esecutivo di Rishi Sunak
Tre dei quattro superstiti dell'ultimo naufragio nel Canale di Sicilia, cattolici, di nazionalità ivoriana, hanno chiesto ieri un incontro con il parroco di Lampedusa, don Carmelo Rizzo. Hanno tutti perso un familiare in mare. Gli hanno consegnato mazzi di fiori da mettere sulle bare che sono nel cimitero di Lampedusa e chiesto di pregare per i loro cari. Il racconto al Sir.
Al 30 giugno 2023, quasi 4,07 milioni di cittadini extracomunitari fuggiti dall’Ucraina a seguito dell’invasione russa del 24 febbraio 2022 godevano di uno status di protezione temporanea nei Paesi dell’Ue.
Tre uomini e una donna sono stati salvati da una motonave e trasferiti a Lampedusa: hanno raccontato dell'affondamento di una piccola imbarcazione salpata dalla Tunisia
Il cordoglio, gli appelli e le richieste delle organizzazioni - da Oim a Unhcr, da Unicef a Sant'Egidio e Save the Children - dopo l'ennesimo naufragio nel Mediterraneo: si chiede l’attivazione di un sistema coordinato di ricerca e soccorso per salvare vite umane e l’apertura di canali di ingresso sicuri e legali