Yemen. Ferraresi (Msf): “I bambini non muoiono più sotto le bombe ma di fame e dissenteria”

Sembra reggere la tregua de facto iniziata nell'aprile 2022 in Yemen. Ma la situazione generale, nel nono anno di conflitto, è sempre gravissima: l'80% dei 30 milioni di abitanti sopravvive solo grazie agli aiuti umanitari, tra l'altro sottofinanziati dalla comunità internazionale. Almeno 4,5 milioni di persone sono sfollate all'interno del Paese. Federica Ferraresi, di Medici senza frontiere, racconta al Sir di una sanità al collasso e delle grandi sofferenze della popolazione, in una delle crisi più dimenticate al mondo.

Bazan (Comece): “Salvare persone in mare è un obbligo. Ma poi i ricollocamenti non funzionano”

"Un porto è sicuro se le persone, dopo essere sbarcate, non soffrono persecuzioni e la loro vita e libertà non sono messe in pericolo. Per la Ue questo luogo dovrebbe essere quello in cui sono rispettati tutti i diritti umani”. Lo afferma al Sir, José Luis Bazan, consigliere legale per le politiche migratorie della Comece. In questo colloquio con il Sir affronta i diversi aspetti del fenomeno migratorio. Servono corridoi umanitari, afferma. Accoglienza e integrazione devono procede di pari passo. Il richiamo alle parole di Papa Francesco

In Tunisia gli africani sub-sahariani hanno paura ad uscire di casa per il clima di ostilità. Tanti pronti a tentare la traversata

“Domenica scorsa la chiesa era vuota. Gli africani sub-sahariani hanno paura di uscire di casa, anche chi ha i documenti in regola". Lo dice al Sir da Tunisi padre Léonce Zinzéré, vicario generale dell’arcidiocesi di Tunisi. La crisi economica e alcune dichiarazioni del presidente Kaïs Saïed hanno scatenato la caccia agli irregolari e fomentato un clima di ostilità e violenza. “Alcune persone che conosco, uomini e donne, hanno subìto aggressioni fisiche e verbali”, conferma il sacerdote. Perciò tanti sono pronti a rischiare la vita in mare per venire in Europa. Insieme ai tunisini, che fuggono per la mancanza di lavoro e opportunità in patria