I dati del Rapporto Antigone. Sono quasi 2.500 le detenute, in calo quelle straniere. Rebibbia il carcere femminile più grande d’Europa. I figli sono 4.000
I dati del Rapporto Antigone. Pur trattandosi di una percentuale cospicua, è comunque scesa del 5% dal 2011. E molti sono in attesa di giudizio. Di solito devono scontare pene brevi. Marocco, Romania, Albania, Tunisia e Nigeria le nazionalità più rappresentate
Dopo la vittoria alle elezioni parlamentari, dove ha conquistato 322 seggi su 600, Recep Tayyip Erdogan, con il 52% dei voti, si porta a casa la vittoria anche nel ballottaggio delle Presidenziali cui lo aveva costretto il capo dell’opposizione, il laico di centro-sinistra Kamal Kilicdaroglu, che prende il 48% dei suffragi. Dunque il presidente turco si riconferma per il terzo mandato alla guida della Turchia.
Dopo lunghe ore di indiscrezioni, mezze notizie, conferme a bassa voce da parte di sacerdoti che nell’anonimato rompevano il silenzio, la conferma del blocco dei conti delle diocesi del Nicaragua (pur senza precisare quali e quanti) e della stessa Conferenza episcopale, oltre che di altre organizzazioni ecclesiali, è arrivata sabato dalla stessa polizia del dittatore Daniel Ortega, che in una nota ufficiale comunica di aver avviato un’indagine su diverse diocesi cattoliche per presunto riciclaggio di denaro, che avrebbe gestito illegalmente “fondi e risorse provenienti da conti bancari” di oppositori condannati.
Diffuso nei giorni scorsi, il 4° Rapporto annuale sul terrorismo e il radicalismo in Europa, curato dall’Osservatorio sul radicalismo e il contrasto al terrorismo in Europa (ReaCT), diretto da Claudio Bertolotti. Il documento conferma che negli ultimi tre anni la frequenza degli attacchi terroristici è rimasta lineare. Europa terza regione maggiormente colpita dai terrorismi. In Italia sale la minaccia dell’anarchismo insurrezionale
Raggiunto telefonicamente dal Sir, mons. Paolo Bizzeti, vicario apostolico dell’Anatolia e presidente di Caritas Turchia, non si stupisce della vittoria del presidente Erdoğan. “È comunque una vittoria”, dice. “Molti si aspettavano da queste elezioni la fine dell’era Erdoğan e invece non è stato così”. Il vescovo parla delle sfide che attendono il governo, tra le quali emergono purtroppo ancora le ferite del terremoto. “Gli auguro di continuare a incrementare una politica di collaborazione con tutte le forze politiche, sociali, religiose e culturali presenti nel Paese. La Turchia è un Paese ricco di tante risorse e varietà che sono una ricchezza da valorizzare e non da penalizzare”