Esplosioni, allarmi e combattimenti sul fronte: il “popolo della pace” arriva a Mykolaiv

Il fronte dista da qui solo 5 chilometri. Si combatte a Mykolaiv. Si sentono le esplosioni. Sono tonfi profondi e improvvisi. Le sirene suonano in continuazione. Anche il ponte che collega la città a Odessa è stato preso di mira dai russi. Su una popolazione di 400mila abitanti, più della metà è fuggita. Sono rimasti soprattutto gli anziani. È in questo contesto di guerra che è arrivata ieri la carovana della pace. Grazie ai fondi raccolti dalla rete “StopTheWarNow”, oggi sarà inaugurato un dissalatore che porterà alla popolazione locale acqua pulita e potabile. “L’acqua che ci arriva a casa è sporca e salata”, dice una signora. Ma perché rimane qui? “Per questa è la nostra terra e la nostra casa. Non andiamo via”

Guida alla scheda elettorale. Per destreggiarsi tra liste, coalizioni e scelta dei candidati

Il 25 settembre si vota secondo la legge elettorale approvata nel 2017 e nota alle cronache come legge Rosato o Rosatellum dal nome del suo relatore di allora. È la stessa legge con cui si è votato nel 2018. Rispetto alle precedenti elezioni politiche, tuttavia, sono intervenute due novità a livello costituzionale: la riduzione del numero dei parlamentari e l'allargamento a tutti i maggiorenni del voto per il Senato (prima sussisteva il limite di 25 anni)

Ritorno a scuola: in cattedra solo il 44% dei posti attesi dai concorsi

Inizia l’anno scolastico e i concorsi della scuola non ancora conclusi (in alcuni casi a più di due anni dal bando) lasciano vuoti circa 31 mila posti degli oltre 55 mila attesi: il 56%. Ad evidenziarlo è un’elaborazione di Tuttoscuola, secondo cui “sarà necessario coprire i posti con supplenze annuali, rinviando la stabilizzazione a tempi migliori e confermando una precarietà del sistema”

Verso Mykolaiv. Mons. Ricchiuti, “lavoriamo perché l’alba di pace venga quanto prima”

Giornata lunga, anzi lunghissima, per i 50 volontari di Stopthewarnow. Ieri hanno attraversato l'Ucraina percorrendo oltre 1.000 chilometri. A bordo hanno una decina di tonnellate di aiuti umanitari e la destinazione finale è Mykolaiv. Ad Odessa li ha raggiunti ieri anche mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura e presidente di Pax Christi, in rappresentanza dei Vescovi italiani. "È veramente duro sperare mentre si radica sempre di più questa logica che vede soltanto nella guerra nelle armi nel conflitto la soluzione dei problemi. È una constatazione triste e amara. Sappiamo di essere nella notte ma sappiamo anche porci la domanda: quando verrà l'alba? Noi lavoriamo perché questa alba di pace venga quanto prima"

Iraq: card. Sako (patriarca) al Sir, “situazione preoccupante. Tutti facciano un passo per il bene del Paese. Serve unità nazionale”

“La situazione è triste e preoccupante perché non si sa dove sta andando il nostro Paese. Credo, comunque, che il leader politico e religioso sciita, Muqtada al Sadr, abbia fatto un gesto pacifico invitando i suoi fautori ad abbandonare la violenza e lasciare la Zona Verde che era stata occupata. Si tratta di un appello che tutti hanno apprezzato, presidente e primo ministro, in testa. Ora tocca agli altri gruppi sciiti fare un passo, un sacrificio per il bene del Paese e del suo popolo”.

Caos in Iraq, Un Ponte Per: “Scongiurare il rischio di una guerra civile”

Assaltati i palazzi del governo nella Zona Verde di Baghdad con scontri armati durissimi tra le diverse milizie che nella notte hanno causato almeno 25 morti e 385 feriti. L’appello della ong “Un Ponte Per”, impegnata da 30 anni nella costruzione della pace nel Paese. “Situazione frutto delle conseguenze dell’occupazione militare e delle varie guerre imposte al popolo iracheno dalle potenze straniere e dalle loro ingerenze”