Haiti: vescovi, “Paese in mano alle gang, siamo stupiti e indignati per l’impotenza dello Stato”

“Il generale deterioramento della situazione nel Paese ci preoccupa sempre di più come Pastori di questo popolo che soffre così tanto”. Inizia così il lungo messaggio diffuso dalla Conferenza episcopale haitiana, che lancia l’ennesimo allarma sulla presenza, ormai incontrollata e sistematica, di bande armate, che si aggiungono a “corruzione, povertà estrema, precarietà generalizzata, sequestri di persona, sfiducia interpersonale”.

Argentina: vescovi su situazione Paese, “ora più che mai serve esercizio di responsabilità da parte dei politici”

Di fronte alla realtà difficile che vive il Paese, “quanto ci farebbe bene dialogare e condividere il pane di idee e pratiche che costruiscano una fraternità politica, pensare in primo luogo a coloro che più soffrono di questa crisi e cercare soluzioni oneste e realistiche, facendo a meno di strumentalizzare in modo clientelare le necessità della gente!

Ucraina: strage dei prigionieri a Olenivka. Vescovi ucraini, “gli eroi non muoiono” ma “il loro sangue chiede giustizia”

I vescovi in Ucraina non rimangono in silenzio e lanciano grida di dolore e di giustizia per le morti e il sangue versato mentre il conflitto e l’invasione russa sul territorio ucraino non si fermano e, anzi, aumentano di intensità. Brucia ancora la strage avvenuta nel carcere di Olenivka, dove nella notte del 29 luglio, sono rimasti uccisi oltre 50 prigionieri di guerra ucraini. 

La Bielorussia che non si arrende al regime: quella degli studenti imprigionati e scappati

Nell'ultima settimana di luglio, il gruppo universitario padovano Movements for freedom, ha organizzato un campus estivo a Padova per studenti bielorussi, in modo da far sentire la loro voce diretta, una voce di lotta, a due anni esatti dall'elezione del 9 agosto 2020, che hanno decretato il sesto mandato consecutivo di Lukašenka, alimentado proteste e dissensi tra la popolazione bielorussa. Tra loro anche studenti universitari che sono stati arrestati e condannati: alcuni di loro sono ancora in carcere, in condizioni disumane, altri sono fuggiti all'estero. E da lì continuano a raccontare cosa fa il regime. A Padova alcuni di loro, hanno deciso di raccontare la propria storia.