Transizione ecologica. Fotovoltaico? Sui capannoni

Nella sola provincia di Padova, si raggiungerebbe l’84,5 per cento del fabbisogno energetico. «Se riuscissimo a installare pannelli solari sui tetti dei 16.912 capannoni industriali e artigianali della provincia di Padova, potremmo coprire l’84,5 per cento del fabbisogno energetico delle nostre aziende».

Nigeria, strage in chiesa: i dubbi su chi ha perpetrato la carneficina

Incerto ancora il numero dei morti. Le parole di vicinanza del vescovo Claudio. Il vescovo Claudio esprime la sua vicinanza alla Comunità africana francofona della Diocesi di Padova affermando che «il dramma della strage compiuta nella chiesa di San Francesco Saverio a Owo, nella Diocesi di Ondo, in Nigeria, durante la messa di Pentecoste provoca grande sgomento. 

La vita quotidiana a Mosca in clima di guerra. Il racconto di “Olga”, tra timori del presente e speranza per il futuro

La chiamiamo Olga e non possiamo dare troppi dettagli sulla sua vita, per non metterla in difficoltà. Il Sir l’ha raggiunta al telefono nella sua casa a Mosca, per avere la testimonianza di come vive nella capitale della Federazione russa chi è contro la guerra e non può o non vuole andare via. Olga lavora anche per una Ong internazionale – anche questa ci è stato chiesto non fosse resa identificabile – e insegna psicologia in una facoltà universitaria. Impotenza, attesa, paura sembrano essere i tratti di un tempo che è iniziato già ben prima del 24 febbraio, giorno in cui è solo “caduta la maschera”, dice Olga, che precisa: cancellerà dal suo telefono ogni riferimento ai contatti avuti per questa intervista perché “la polizia ora ferma le persone per strada e chiede di vedere le chat di whatsapp e telegram”.

Emergenza colera a Mariupol. Don Oleh Ladnyuk: “Il rischio sale con caldo, acqua contaminata e cadaveri”

“Decine di migliaia di morti per l'epidemia di colera - sfortunatamente, è questo lo scenario potenzialmente reale per Mariupol occupata”. A lanciare l’allarme su Telegram è l’amministrazione comunale di Mariupol che ha ancora accesso di informazioni con chi è rimasto in città. Contattato dal Sir, don Oleh Ladnyuk, salesiano di Dnipro, spiega che “i russi non permettono che queste informazioni girino”, per cui l’informazione è ancora tutta da verificare. Ma fa caldo, l’acqua è contaminata e sotto gli edifici distrutti nelle città occupate, ci sono cadaveri