Messa nella stazione della metropolitana nel centro di Kiev. Succede anche questo nella capitale ucraina che sta resistendo da un mese agli assalti delle forze russe.
Il massacro di Mariupol ha il volto dell’esodo forzato. Padre Pavlo Tomaszewski, parroco della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa a Mariupol, conferma al Sir l’ennesimo orrore che si sta consumando nella città martire dell’Ucraina. “Alcuni parrocchiani mi hanno detto che i loro parenti sono stati messi dai ceceni in autobus e portati in Russia. È quasi impossibile comunicare con le persone che sono cadute in questi canali. A volte alcuni riescono a mettersi in contatto, ma è molto raro”. La vice prima ministra ucraina, Iryna Vereshchuk, ha affermato che 2.800 persone hanno lasciato la città assediata di Mariupol utilizzando mezzi di trasporto privati. Ma è proprio questo il problema: “le colonne delle macchine sono a volte bersaglio di spari”, dice il parroco. “Questa è la guerra, sparano ovunque, si può sempre finire sotto il fuoco”.
La minaccia russa, con la guerra scatenata in Ucraina, riporta d'attualità un tema sollevato già negli anni '50, all'inizio del processo di integrazione. Ora l'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell afferma: "non siamo un'unione militare. Ma vogliamo svolgere un ruolo per dare ai cittadini europei più sicurezza in un mondo pericoloso”. Intanto il Consiglio ha approvato, a Bruxelles, la "bussola strategica" per una convergenza delle forze militari dei 27 Paesi membri, che attualmente spendono 200 miliardi per eserciti e armamenti, pari all'1,5% del Pil
Quanto sta accadendo nel cuore dell’Europa cristiana, cattolica, ortodossa ed evangelica, attesta in modo incontrovertibile la crisi spirituale che attanaglia il Continente dall’avvento del primo secolo del nuovo millennio. La storia si ripete, non dissimile da quanto avvenne all’inizio dell’ultimo secolo del secondo millennio. Certo è che assistiamo all’irrilevanza morale della fede cristiana nel cuore delle istituzioni politiche e civili; ancor prima nel cuore di chi governa, discerne e decide per i popoli.
“La decisione della Cts dell’Aifa va rispettata ma, a mio parere, la quarta dose andrebbe somministrata, oltre che agli immunodepressi, anche agli anziani, soprattutto fragili”.
“Noi, i leader del G7, ci siamo incontrati oggi a Bruxelles su invito della Presidenza tedesca del G7, per rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione alla luce dell’aggressione ingiustificata, non provocata e illegale della Russia contro l’Ucraina indipendente e sovrana. Staremo al fianco del governo e del popolo ucraino”.
Con pensiero alla guerra in Ucraina e alla sfida russa all'Occidente, mons. Komarica rivive gli orrori della pulizia etnica operata dai serbo-bosniaci durante la guerra in Bosnia (1992) che ha visto soffrire i cattolici croati di Banja Luka, oggi capitale della Repubblica Srpska. La scelta di non combattere che ha salvato molte vite. L'impegno per aiutare tutti, ieri come oggi, senza distinzione di etnia e fede
“Abbiamo avuto un incontro rispettoso, cordiale, molto diplomatico tra la delegazione del governo degli Stati Uniti e quella venezuelana. C’erano le bandiere degli Stati Uniti e del Venezuela e sembravano belle, unite come dovrebbero essere”. Non stava nella pelle, lo scorso 7 marzo, il presidente del Venezuela Nicolás Maduro, nel descrivere l’incontro, clamoroso e sorprendente, con una delegazione degli Stati Uniti, inviata da Joe Biden a Caracas, a tre anni di distanza dal gelo totale intercorso tra i due Paesi. È l’effetto geopolitico ed economico più rilevante, nel Continente americano, conseguenza della guerra in Ucraina