A Casa Sant’Antonio abate da fine gennaio prestano servizio tre infermiere ucraine. Nei loro racconti il dramma della guerra, ma anche lo spirito di accoglienza e umanità del paese feltrino che non le abbandona
Da inizio legislatura dodici parlamentari della nostra regione hanno cambiato seggio. E verso le Politiche del prossimo anno non mancheranno altre sorprese
Ieri, domenica 6 marzo, il vescovo Vasyl Tuchapets, esarca di Kharkiv della Chiesa greco-cattolica ucraina, per diverse ore, insieme ai parrocchiani, ha distribuito aiuti umanitari ai residenti della martoriata città fortemente presa di mira dai bombardamenti russi.
Dall’inferno ucraino, tante sono le voci che gridano al mondo chi sono le donne ucraine. Una di loro è Inna Mamchyn, 38 anni, avvocato che lavora nella Scuola di Bioetica dell'Università Cattolica ucraina e vive nella regione di Lviv (Leopoli), vicino al confine occidentale. Suo marito è un sacerdote cattolico della Chiesa greco cattolica
Il monastero degli Orionini nella città ucraina è diventato un punto di approdo per tante persone che fuggono dalle bombe. Preghiera, accoglienza, aiuti materiali: occorre prodigarsi per ridare un po’ di speranza nella tragedia della guerra. “Di notte non dormo, non per paura delle bombe, ma perché penso a tutto quello che c’è da fare”, confessa don Moreno Catellan. “Ogni mezzora arrivano cinque o sei richieste per accogliere persone da ogni parte del Paese. C’è chi resta e chi invece si organizza per ripartire”
L'attuale nunzio apostolico per il Regno Unito fino al 2020 era a Kiev: ora rimane in costante collegamento telefonico con le tante persone che ha lasciato nel Paese e di cui teme per la vita
Le organizzazioni sono impegnate per offrire sostegno umanitario a bambini, bambine e famiglie in fuga, distribuiscono beni di prima necessità e kit igienici. Presenti anche mediatori culturali per le situazioni più difficili. Attraverso il Valico Fernetti, a Trieste, sono arrivati già in migliaia, il 40% sono bambini
Lo studio del Global media monitoring con le Università di Pavia, Venezia e Padova sulla rappresentazione dei generi nei media che ogni cinque anni analizza una giornata campione del mondo dell'informazione osservando la presenza della componente femminile
Istat pubblica le stime preliminari: nel 2021 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono il 7,5% (7,7% l'anno precedente), circa 5,6 milioni di persone. Al sud 195 mila persone povere in più in un anno, al nord si registra un miglioramento