Natale. Affinati: “Oggi Gesù nasce sotto le tende di Lesbo e nel gelo dei boschi fra Bielorussia e Polonia”

Il Natale "è sempre una domanda sospesa, un pendolo che ogni anno oscilla davanti a noi e ci chiede di rispondere: sì o no, sì o no. E’ una scommessa, diceva Pascal, sulla quale puntare tutte le carte, mettendosi nella condizione di perdere con la speranza di poter vincere. Ma questa domanda, da sola, può cambiare la vita già adesso". Parola dello scrittore Eraldo Affinati che riflette con noi sul Natale

Natale. Padre Scalese: “Sorgerà una Stella anche in Afghanistan”

La riflessione natalizia di padre Giovanni Scalese, Superiore ecclesiastico della Missione sui juris dell’Afghanistan. Per lui questo è il primo Natale in Europa, dopo gli anni trascorsi nel Paese asiatico, piombato "in una crisi umanitaria senza precedenti, tra l’indifferenza generale". Si direbbe, scrive il religioso barnabita, che "anziché veder sorgere una stella, l’Afghanistan stia sprofondando nelle tenebre piú cupe. Ma i Magi avvistarono la stella in Oriente e vennero a Betlemme per adorare il Signore. Si dice che uno di loro, Gaspare,  fosse un sovrano dell’Impero Kusana, corrispondente all’attuale Afghanistan".

Siria: senza luci ma con la Luce, il Natale dei cristiani di Idlib. Padre Jallouf, “Dio illumini le menti dei potenti, finisca la guerra”

Nella Siria in guerra da oltre 10 anni c'è una piccola comunità cristiana che si appresta a vivere il Natale. Si tratta dei fedeli dei tre villaggi ‘cristiani’ di Knayeh e Yacobieh e Gidaideh, nella provincia di Idlib, vicino al confine turco nella Siria occidentale, l’unica area controllata dai gruppi jihadisti oppositori al regime del presidente Assad. Guidati dal parroco, padre Hanna Jallouf, si ritroveranno nella loro chiesa priva di luci, di croci e di campane per festeggiare la nascita di Cristo. Padre Jallouf: "Un Natale senza luci ma con la vera Luce"

Myanmar. Mons. Kung (Hakha): “Nessuna decorazione e canto natalizio, sarà un Natale celebrato in silenzio”

Uccisioni sommarie e, arresti e persone in fuga, famiglie divise, chiese e luoghi di culto attaccati e profanati. Dal 1 febbraio, il Myanmar è sotto la morsa di un regime militare che ha preso con la forza il potere. È in questo contesto che i cristiani celebreranno quest’anno il Natale. Al Sir, la testimonianza del vescovo di Hakha, mons. Kung: “La situazione attuale del Paese non ci permette di celebrare il Natale quest'anno come di consueto. Non ci sarà, ad esempio, nessuna decorazione in casa e nelle città, nessun canto natalizio. Ma sentiamo che il significato spirituale del Natale si fa sentire ancora più potente nei nostri cuori. Gesù bambino nacque nella piccola città di Betlemme. Ed è qui e ora, nella Betlemme che è la diocesi di Hakha e il Myanmar in generale, che Gesù Bambino vuole nascere ancora”

Biden: “Vaccinarsi è un dovere patriottico”. La preparazione per le celebrazioni del Natale

Il 73% dei nuovi ricoveri è riconducibile alla variante Omicron, mentre secondo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie e per il direttore uscente dell’Istituto nazionale di sanità si rischia di arrivare ad un milione di nuovi contagi al giorno. Non siamo ancora ai numeri della primavera 2020, ma questa nuova ondata di casi è più difficile da gestire, perché medici e infermieri sono stanchi