Cile. Gabriel Boric è il nuovo presidente. Il Paese volta pagina, ma la strada non è in discesa. La Chiesa chiede “vie di dialogo”

Il nuovo presidente cileno è Gabriel Boric, con il 55,87% dei voti. Il trentacinquenne ex leader studentesco, in questo mese, si è sforzato in ogni modo di dare di sé un’immagine rassicurante e moderata, a dispetto dell’appoggio, tra gli altri, del Partito comunista. Se i cileni avessero scelto l’altra strada, del resto, il presidente sarebbe stato ancora più “estremo”, José Antonio Kast, leader della destra radicale, contrario alla Costituente, in gioventù simpatizzante di Pinochet

Hong Kong. Padre Ceruti (Pime): “Questo Natale in molte case la luce sarà spenta”

“Il sentimento più diffuso che si respira in questi giorni ad Hong Kong è la mancanza di speranza per il futuro". È padre Paolo Ceruti, missionario del Pime, a descrivere il clima che si vive in queste ore in città. Si sono da poco chiusi i seggi delle elezioni indette per il rinnovo del Consiglio legislativo (LegCo), il parlamentino di Hong Kong, l’ex colonia britannica destinata a tornare sotto la sovranità cinese. Attestati di “patriottismo” imposti a tutti i candidati e diminuzione dei seggi a suffragio universale: queste le regole del “nuovo” sistema elettorale imposto da Pechino. Più di 4,5 milioni di abitanti erano chiamati alle urne ma alla fine hanno risposto solo 1,35 milioni di persone, facendo segnare una percentuale di partecipazione al minimo storico del 30,2%