Le predazioni nell’Altopiano (e non solo) sono raddoppiate rispetto al 2023. Il lupo, storicamente presente in Veneto anche se scomparso durante il secolo scorso, è ritornato nel 2012. La Regione si è attivata per proteggere il bestiame
Il 6 e 9 agosto si ricordano i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki del 1945. In uno scenario attuale di progressive militarizzazione e minacce, è necessario ribadire un “no” alle armi di distruzione di massa. Lisa Clark: «Il papa ha spiegato il vero valore della bandiera bianca, che vuole dire aprire la porta al negoziato. Nessuno parla di come stoppare le guerre»
La montagna è un laboratorio di nuove pratiche differenti dal passato. Lo sostiene Marco Albino Ferrari: «I riconoscimenti come quello Unesco portano a un turismo mordi e fuggi». Su Cortina 2026: «È il massimo dello scempio. Si conferma la tradizione predatoria che questi grandi eventi hanno nei confronti dell’ambiente»
Giornata mondiale dell’amicizia. Per l’Onu, dal 2011, il 30 luglio si celebra il «sentimento sublime» alla base di ogni relazione – tra persone e tra Paesi – capace di portare alla pace
Egregio direttore, dopo il grande rumore sollevato dalle parole di Nicola Turetta, padre di Filippo, reo confesso del terribile femminicidio di Giulia Cecchettin, ho provato un grande senso di disagio rispetto a moltissimi giudizi che ho sentito in trasmissioni televisive, alla radio, ma anche tra le persone di mia conoscenza.
È giunto il momento, ed è urgente, di togliere il giocattolo della guerra e le armi in mano a uomini che non riescono a controllare le regole di un gioco che si fa sempre più pericoloso per tutta l’umanità. La guerra è una pazzia ed un’avventura senza ritorno. Bisogna gridarlo a tutti ed indicarlo come un gioco non convenzionale e che va tolto dai tavoli dei potenti e dalla portata di un’umanità che, decadendo, non sa più controllarsi
Insomma, quell’“Ultima cena” nella cerimonia d’inaugurazione delle Olimpiadi in corso a Parigi non ci è proprio andata giù. A noi credenti? Ai battezzati magari non così praticanti? Agli italiani che magari non credono ma tengono alle tradizioni religiose e non del nostro Paese? Agli indifferenti? Verrebbe da dire: a molti tra gli appartenenti a tutte queste categorie. Ce lo dicono i minuti di tg e i litri d’inchiostro dedicati ai fatti in questa settimana.