Scampoli di conversazione in una cittadina veneta, tardo pomeriggio di primavera, sul marciapiede. Vicina di casa, mamma di (pre)adolescenti, torna dal passeggio con il cane: «Guarda, i figli sono la prima cosa, non ho alcun dubbio, li rifarei di certo, ma che fatica e che rottura... In fondo non posso non capire chi decide di non averne. È davvero una grande sfacchinata».
Due recenti voti del Parlamento europeo - sul Patto migrazione e asilo e sul "diritto all'aborto" - suscitano forti perplessità. La politica in sede Ue (ma la domanda vale anche per quella italiana) è davvero attenta al valore supremo dell'esistenza umana?
“Orientamento, formazione e politiche attive” e “rafforzamento dei servizi per la conciliazione vita-lavoro e del welfare nella contrattazione e incentivazione del welfare nella contrattazione”.
Da qualche tempo, in particolare negli Usa, si parla di tutelare i minori sui social. Per qualcuno il problema semplicemente non esiste, basta guardarsi un po’ attorno, e non solo tra i vip: c’è chi pubblica la festa di compleanno del figlioletto, il suo primo giorno di scuola, le vacanze col costumino, addirittura si parte con l’ecografia del feto sul proprio account, ignorando il fatto che qualsiasi contenuto venga pubblicato online smetta irrimediabilmente di essere nostro per diventare, nei fatti, del mondo
È trascorso quasi un mese da quando le parole di Papa Francesco sono vibrate per esortare al coraggio di salvare, con fortezza d’animo e intelligenza diplomatica, il futuro del popolo ucraino. Nonostante le polemiche cromatiche sulle bandiere da issare e le posizioni che derubricano le tessiture prenegoziali della Santa Sede a una resa incondizionata, preferendo confidare nel messianismo delle armi promesse, i fatti si stanno incaricando di chiarire il significato di quella esortazione
Il Patto Dopo l’accordo di dicembre con i governi, il Parlamento europeo ha approvato dieci testi legislativi su migrazione e l’asilo. Ma non sono vere decisioni
Il consultorio Cif a Padova registra negli ultimi anni un minor ricorso all’ivg, tranne che tra le giovanissime. Diffuso invece l’uso della pillola abortiva