Era al valico di Rafah a inizio marzo con la delegazione di parlamentari, associazioni e cooperanti italiani. Ecco il suo racconto e il ruolo che può avere Marwan Barghouthi per favorire l'unità tra palestinesi e israeliani.
“Giuseppe Borrelli è morto da solo davanti a una macchina a rullo in fabbrica. I colleghi lo hanno trovato ormai esanime. Lo scorso anno il Casertano ha pagato un tributo enorme di morti sul lavoro e la striscia di sangue non si ferma”.
Nelle aziende farmaceutiche la percentuale di bambini dei dipendenti supera del 45% la media nazionale. Assistenza sanitaria integrativa, smart working, part-time, flessibilità oraria, congedi e aspettative per maternità più lunghi rispetto al contratto nazionale sono alcuni ingredienti della “ricetta” a sostegno della natalità. Un modello esportabile. Di questo ed altro si è parlato il 13 marzo a Roma in un convegno promosso da Farmindustria
In questa intervista al Sir, mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece), si rivolge ai candidati: "Non è un buon modo di fare politica quello di servirsi delle paure e del malessere della gente per catturare consensi"
Qual è la cosa più preoccupante del vespaio che si è alzato dopo che il papa avrebbe invitato l’Ucraina ad «alzare bandiera bianca» per mettere fine alla guerra che dura da due anni? Che papa Francesco inizi a parlare come Cirillo patriarca ortodosso della Chiesa russa, come insinua qualcuno su X (fu Twitter)? Che si stia alzando una nuova cortina di ferro ma che questa volta passi per il Vaticano, come riflettono altri questa volta su Facebook? Che in Vaticano ci sia un «problema di nome Francesco», come ha titolato Il Foglio di martedì scorso? Direi nulla di tutto questo. Lungi da noi voler prendere sottogamba la questione.
«Con un insieme di emozioni mi appresto a vivere un momento significativo della mia vita. Dopo oltre 42 anni di lavoro è giunto il momento, tra timori e attese, di dire addio al mio amato lavoro e intraprendere il cammino del pensionamento».
Se dovessi individuare un concetto per definire il mio lavoro di oncologo, mi piacerebbe potermi chiamare “collaboratore della Speranza”. La mia attività consiste nel disegnare percorsi di diagnosi e cura delle malattie oncologiche, accogliendo ed accompagnando pazienti e familiari in questo tragitto. Le difficoltà e le sofferenze, fisiche e spirituali, sono presenze immancabili, ma la vera oscura signora con cui confrontarsi in questo cammino è senz’altro la paura