“Fermo restando che ogni persona che si trova in una situazione di sofferenza merita prossimità e conforto – sanitario, assistenziale, morale, affettivo, psicologico, spirituale –, il caso della signora ‘Anna’ di Trieste impone una riflessione soprattutto sull’avallo che il Servizio sanitario nazionale ha dato in toto alla sua richiesta di morte”.
“Medici e strutture ospedaliere non possono essere snaturati rendendoli complici nella somministrazione di farmaci per la morte, finendo per generare sfiducia e diffidenza verso l’intero sistema sanitario”.
Il 5 dicembre scorso il saluto a Giulia Cecchettin nella basilica di Santa Giustina a Padova. Il vescovo Cipolla: «Trasformare il dolore in impegno per una società e un mondo migliori»
Ha avuto un carattere familiare la celebrazione che si è svolta nella parrocchia di San Martino a Saonara, a seguito del funerale della giovane: questo era l’intento, un saluto più intimo a Giulia, e questa atmosfera ha in effetti poi caratterizzato il momento.