Sono trascorsi giusto due anni e ancora si combatte in Ucraina, contando dall’invasione russa. Ed esattamente dieci dall’Euromaidan da cui sortì il conflitto tra Kiev e gli indipendentisti russofoni
Le colpe della stampa, le conosciamo. Accuse e dissensi sperticati, non mancano. Peccato che con lo stesso slancio, non si riconosca quelle “perle” giornalistiche che, proprio perché rare, dovrebbero brillano di più davanti agli occhi.
Fare memoria di quel 24 febbraio 2022 rischia di essere obbligato e forse anche ‘scontato’ (…non dal punto di vista economico, perché gli investimenti di miliardi di dollari sono un grande affare), ma è realistico il rischio dell’abitudine, dell’assuefazione se non proprio dell’indifferenza. D’altronde due anni sono tanti, sono lunghi
“Mi aggrappavo alla speranza che Navalny potesse essere oggetto di scambio e che l’attenzione internazionale sul suo destino lo avrebbe tenuto in qualche modo al sicuro. Ma ho sempre pensato che le sue possibilità di sopravvivenza non fossero molto grandi”. Intervista a Marina Sakharov-Liberman, nipote del fisico dissidente Andrej Sakharov, Premio Nobel per la Pace nel 1975