Influencer con il Vangelo in mano. Don Alberto Ravagnani: “Siamo testimoni, come agli inizi”

Testimoni o influencer? Come definire i cristiani che abitano i social per raccontare la loro fede? Il Dicastero per la comunicazione ha organizzato per questa sera (4 agosto) il primo Festival mondiale degli influencer cattolici. A Lisbona, durante la Giornata della gioventù. L’iniziativa si colloca all’interno dei lavori per il Sinodo digitale, che attraverso il progetto "La Chiesa ti ascolta" vuole portare i riflettori della Chiesa su quello che sta accadendo nel continente digitale, o meglio su quello che il popolo di Dio presente sui social sta già vivendo

I giovani e la catechesi: figli o ingegneri?

I giovani, con la loro vita inondata di ipotesi, hanno bisogno di catechesi, di Parola che dia loro un significato per salvarsi dalla banalità degli influencer, dispensatori grossolani di luoghi comuni e psicobanalisi, come un comico l’ha definita genialmente. Se non faremo catechesi ai giovani, avremo interrotto il flusso della traditio, necessaria perché ci siano dei figli di Dio nella prossima generazione, che vivano tutto in dialogo con il Padre, perché avremo fatto anche noi l’errore di molti padri: risolvere i problemi pratici dei figli e non aver parlato al loro cuore. Forse anche di noi (come dei loro padri biologici) i giovani diranno: mio padre non mi ha fatto mancare niente, ma non mi ha detto niente di importante, e la vita l’ho imparata altrove. Magari su Instagram o Tik Tok...

Chiamati a governare i processi

Nel suo primo importante discorso al Centro culturale di Belém è emersa una visione completa delle relazioni, tra persone, comunità e paesi, offerta ai tantissimi giovani provenienti da ogni angolo della terra per vivere insieme un’esperienza per molti alla luce della fede, per alcuni nella dimensione di ricerca o di risposta ad un annuncio. Secondo ciò che lo Spirito ispira

Venezia, allarme Unesco. Colovini: “Non è solo pietre e palazzi. Serve un modello integrato di sviluppo sostenibile”

L'Unesco chiede di inserire Venezia nella danger list, ossia nella lista dei Patrimoni dell'umanità a rischio, ma per Lorenzo Colovini “il concetto di salvaguardia non può che essere declinato olisticamente, tutelando anche le opportunità di sviluppo delle attività economiche antagoniste al turismo, e quindi le prospettive di vita e di attrattività del luogo”

Guerra in Ucraina. Politi (Ndcf): “Gli ucraini si stanno logorando, siamo ai tempi supplementari”

L’eco della controffensiva ucraina si propaga in molti dei Paesi che vorrebbero presto la fine del conflitto alle porte dell’Europa, ma non deve illudere perché i russi si portano avanti al confine settentrionale e mantengono le fortificazioni create. Anche i droni che attaccano la città di Mosca non devono depistare: sono operazioni speciali che hanno un “effetto specifico e limitato”, come spiega al Sir il direttore della Nato defense college foundation (Ndcf), Alessandro Politi. Nodo cruciale è l’accordo per sbloccare il trasferimento del grano per il quale il presidente russo si è tirato indietro e che determinerà dure conseguenze per poveri e ricchi

La pedagogia della Gmg: un cammino o un evento?

Nel 1985, Giovanni Paolo II annunciava ufficialmente l’istituzione della Giornata mondiale della gioventù, un evento che nel corso degli anni ha segnato la vita di centinaia di migliaia di giovani. Da allora le Gmg si sono susseguite una dopo l’altra, strutturandosi su uno schema che sapientemente si ripete di edizione in edizione. Possiamo individuare un modello di azione dietro questa iniziativa della Chiesa? Una sorta di pedagogia? Nell’unire svariate provenienze, la Gmg di fatto permette di sperimentare e toccare con mano ciò che della Chiesa troppo spesso è rimasto solo slogan: l’unità nella diversità