“Il circolo vizioso si può interrompere grazie a quella variabile che si chiama 'perdono', che non vuol dire rinunciare alle proprie ragioni da parte della vittima. Ma è la scelta della vittima che si fa protagonista ed esercita un grande potere: il potere della riconciliazione”, dice al Sir il sociologo
C’è Gaza. Ma ci sono anche Jenin, Ramallah, Gerico. E c’è la stessa Gerusalemme. La guerra che imperversa in Terra Santa, per i grandi media internazionali, ha in questa fase il volto e i nomi degli ostaggi israeliani che Hamas libera in piccoli gruppi.
Anche se mancano dati a lungo raggio, pesa la domanda se siano meno nocive di quelle “tradizionali”. Per il comitato scientifico della Commissione europea ci sono elementi di prova dei rischi di cancerogenicità per le vie respiratorie dovuti all’esposizione cumulativa a lungo termine alle nitrosammine, all’acetaldeide e alla formaldeide
L’illusione è di avere un umano dall’altro lato dello schermo, ma il chatbot basato su intelligenza artificiale altro non è che un generatore di linguaggio che attinge da numerosi siti internet per dare risposte quanto più esaustive. Quello che non si sa è che persone impiegate a 1-2 euro all’ora scandagliano la rete per individuare siti violenti, pornografici o semplicemente inaffidabili dai quali le macchine non devono “pescare” dati e parole
Andare controcorrente È l’invito con cui papa Francesco esorta i 191 direttori dei giornali diocesani della Fisc a essere «geografia umana che anima il territorio italiano». Prudenza, semplicità e vicinanza alle persone sono gli ingredienti per essere buoni giornalisti
Morire a ventotto anni per mano dell’uomo che aveva tanto amato e con il quale aveva avuto due figli. Lo stesso uomo che aveva prima conquistato la sua fiducia mostrandosi gentile e poi aveva manifestato il suo vero volto, quello di un violento. La mamma di Stefania Formicola racconta al Sir la sua storia
Chi muore per mano del proprio marito spesso lascia dei bambini o ragazzi, che soffrono per la perdita della mamma e per il mondo che crolla loro addosso. Al Sir racconta la sua storia il figlio di Olga Granà, uccisa il 26 luglio 1997
Due anni fa, dopo l'ultima violenta aggressione, ha denunciato il compagno, padre delle sue figlie: “E' stata durissima: quando sei dentro la violenza, hai un istinto di conservazione. Per riuscire a fare un salto in avanti, serve aiuto. Io l'ho trovato, ma bisogna sostenere queste donne guerriere”