Madre e figlia morte nel deserto: dove eravamo noi quando agonizzavano?

Lasciamo madre e figlia senza nome, così possiamo scrivere su quella sabbia i nostri nomi. Con grande vergogna. Arrestarci però alla vergogna è anche comodo e, forse, fresco. Dobbiamo agire, intervenire, ognuno a proprio modo, ciascuno al suo posto. Monaci e monache intercedendo. Preti e consacrati gridando il Vangelo. Laici e laiche prestando mani e cuore perché la vergogna non si ripeta

Egitto: la “grazia” a Zaki e la necessità di non abbassare la guardia

La decisione di concedere “il perdono” all’ex studente dell’università di Bologna è stata frutto di diverse pressioni, sia interne che internazionali. Nelle ore successive alla prima notizia circolata ieri, e relativa alla condanna a tre anni di carcere da parte della Corte (subito dopo annullata con l’atto di clemenza di al-Sisi), si sono susseguiti numerosi appelli per la liberazione per l’attivista ed ex studente. Il primo dei quali arrivava dal Consiglio di amministrazione del National Dialogue egiziano

Il presidente Mattarella scrive per i settimanali diocesani nell’80° anniversario del Codice di Camaldoli

Nel luglio 1943,  pochi giorni dal crollo del regime fascista, una cinquantina di intellettuali cattolici si riunirono nel monastero di Camaldoli, nell'Aretino, per redarre un codice che poi fu alla base della Costituzione italiana. Il presidente della Repubblica, che partecipa alle celebrazioni dell'anniversario dal 21 al 23 luglio, ha scritto questo editoriale per i settimanali delle diocesi italiane.

Strage via D’Amelio: mons. Pennisi, “Paolo Borsellino si può considerare un martire per la giustizia”

“Il grande insegnamento che Paolo Borsellino ci ha lasciato è quello di aver coniugato una professione di magistrato che cercava una giustizia vera a una fede profonda, anche se non ostentata”. Lo dice mons. Michele Pennisi, arcivescovo emerito di Monreale e membro del gruppo di lavoro vaticano sulla “scomunica alle mafie”, nel 31° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui perse la vita, ricordando “la sua frequentazione della parrocchia, la celebrazione eucaristica domenica, la confessione il giorno prima dell’assassinio”.