Norberto Bobbio nel suo De Senectute contesta «gli elogi della vecchiaia di cui è stracolma la letteratura di tutti i tempi», e conclude che «chi loda la vecchiaia non l’ha vista in faccia»
«Mi scusi presidente...» (Giorgio Gaber), ma cosa c’entra l’arcinoto e millenario Cammino di Santiago galiziano, con il neonato cammino del “Prosecco” trevigiano, da lei inaugurato e arditamente comparato? «Mi scusi presidente...» Zaia, ma qui ha perso il passo: non c’entra niente! Mi permetto di dirglielo, forte di un’esperienza, la mia, a stretto contatto con cammini e camminatori di mezzo mondo.
Era l’ultimo padre italiano del Concilio Vaticano II, mons. Luigi Bettazzi. Si è spento il 16 luglio, a 99 anni. Per 33 anni vescovo di Ivrea, per 17 presidente di Pax Christi, è stato promotore di pace e di dialogo con tutti. Papa Francesco lo ricorda quale «grande appassionato del Vangelo che si è distinto per la vicinanza ai poveri, diventando segno profetico di giustizia e di pace in tempi particolari della storia della Chiesa, nonché uomo di dialogo e punto di riferimento per numerosi esponenti della vita pubblica e politica italiana».
Parla il responsabile immigrazione di Arci nazionale: “Si tratta di un accordo contro il diritto internazionale e i diritti umani. Ancora una volta, dopo il califfo Erdogan e le milizie libiche, l’Ue su mandato delle destre xenofobe, questa volta capeggiate dalla nostra presidente del Consiglio, firma un accordo con un governo autoritario, per impedire a persone in fuga da guerre e persecuzioni di arrivare in Europa”
Ci sarà ancora la messa delle 8.30? E, quando morirò, ci sarà un prete che mi fa il funerale, o finirò direttamente in camposanto? E se vorrò andare a pregare in chiesa, avrò ancora il prete che la apre e la chiude ogni giorno? E se ci sarà la messa in ricordo degli alpini, la IV domenica di luglio, chi verrà e celebrarla, se adesso il prete non vive più in paese, come una volta?