Istituita con la legge n.35 del 2021 la Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid-19 è entrata nel calendario nazionale con la data del 17 marzo. Le persone uccise dal virus sono state circa 157.000, non si conosce il numero di quelle che hanno subito conseguenze più o meno gravi a livello fisico o psichico.
La conversione che ci indica Gesù, ci ridona un cuore di carne che ci porta a sentire continuamente l’abbraccio del Padre di Gesù Cristo e a cogliere tutto il bene che c’è in ogni persona, anche quando sbaglia. Il tempo di grazia della Quaresima ci fa riscoprire ogni giorno che siamo chiamati da Dio ad essere persone veramente umane, capaci di prenderci cura non solo della nostra vita, ma anche di quella degli altri
È difficile fare i conti con la propria “morfologia”, soprattutto lo è in questi anni contrassegnati da una cultura narcisistica e ideologizzante, estrema per molti versi.
Il mondo accademico ucraino è in prima linea accanto alla popolazione colpita dall’invasione russa. Abbiamo raggiunto il professor Ostap Sereda, professore associato di Storia presso l’Università Cattolica Ucraina di Lviv
“È il momento, se davvero si vuol vedere finire questa ‘inutile strage’ – come disse il Papa della Prima Guerra mondiale –, che qualcuno spieghi alle parti che il compromesso è inevitabile. Tutti e due devono rimetterci qualcosa”.
Dopo un anno dedicato alla sua figura, una Lettera apostolica (Patris corde) per tracciarne il profilo e un ciclo di dodici catechesi nell’udienza generale del mercoledì la Chiesa celebra oggi san Giuseppe. Mesi intensi dunque quelli che hanno preceduto l’odierna solennità ma nessuno poteva pensare che tale cammino si sarebbe confrontato con la follia della guerra che, in questo momento, insanguina l’Europa e mette a rischio la pace mondiale e lo stesso futuro dell’umanità
Parla mons. Bohdan Dzyurakh, esarca apostolico dei cattolici di rito bizantino di Germania e Scandinavia. “Ci fa molto male quando si mette sullo stesso piano l’aggressore e la vittima. No, noi non volevamo questa guerra e non la vogliamo adesso. Vogliamo la pace ma la pace che vogliamo, non è la distruzione del nostro essere ma il ristabilimento della giustizia”. E su Putin e Zelensky dice: “Non parlerei di due leader. C’è il leader di uno Stato aggressore che fa tremare tutto il mondo e c’è un leader scelto democraticamente dal popolo ucraino che in queste drammatiche circostanze sta cercando di difendere il proprio popolo, la propria dignità e l’esistenza stessa dello Stato ucraino”
Nuove norme per l'accoglienza dei profughi ucraini in Italia. Finora ne sono arrivati quasi 50.000, soprattutto donne e bambini. Il Viminale ha ampliato la rete dei servizi di accoglienza ma la maggior parte sono ancora ospitati da parenti e amici. In caso di flussi maggiori le organizzazioni del terzo settore chiedono "procedure chiare e definite, un’accoglienza diffusa nei territori, protocolli per tutelare i minori non accompagnati e monitorare le famiglie se riceveranno fondi per ospitare i profughi". Intervista a Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum del Terzo settore.