Si tratta, spiega al Sir il direttore scientifico di Greenaccord, di “un punto di partenza importantissimo, verso il riconoscimento di quella verità, non solo etica ma anche scientifica, che la vita sulla Terra riguardi tutti gli esseri viventi, senza esclusione alcuna né distinzione fra animali, vegetali, in quanto la vita di ciascuno, anche quella umana, è inscindibilmente legata alla vita di ogni essere vivente”.
Nell’emiciclo del Parlamento europeo a Strasburgo risuonano le parole della scrittrice, che denuncia la guerra scatenata dalla Russia contro il suo Paese. Nella giornata dell’8 marzo sottolinea che non sono in gioco i diritti delle donne, ma la loro stessa vita. Punta l'indice verso la cecità dell’Occidente di fronte alla minaccia di un nuovo conflitto mondiale
Dopo il Covid anche la guerra in Ucraina è entrata negli occhi e nell'immaginario dei nostri bambini. Maria Pontillo, psicoterapeuta dell’Uoc di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù, parla di "ragazzi interrotti", costretti a continuare a vivere in un mondo "sospeso". Cruciale il ruolo dei genitori nell'accoglierne le paure e nel rassicurarli: "Oltre alle forze in guerra, ci sono forze che stanno lavorando per la pace". Gesti di solidarietà verso i coetanei meno fortunati possono stimolare nei bambini l'empatia e far sentire che, nel proprio piccolo, ognuno può fare qualcosa di bello per chi sta soffrendo
È difficile parlare della guerra ai bambini, è difficile parlargliene senza metter loro paura. Nelle scuole, nelle famiglie, qualcuno prende coraggio e affronta questi argomenti, poi i pensieri rimangono lì, sospesi nella testa di bambini che, nel tempo, li rielaborano e in ogni occasione devono trovare un sostegno, una parola di speranza, la possibilità di esserci e di dare il proprio contributo portando qualcosa a chi non ha più nulla, o accogliendo con un sorriso il coetaneo che apre la porta della classe per un nuovo primo giorno di scuola
Reflection Il film sul Donbass che obbliga a riflettere sulla complessità e sul dolore di un conflitto troppo presto derubricato alla follia di un solo uomo
Esiste un universo sociale da riprogettare, un habitat economico da ristrutturare, una cultura che offre basi di pensiero da cui ripartire. La guerra scoppia nel cuore dell’Europa proprio mentre sembrava che la ricostruzione post- Covid potesse entrare nel vivo grazie ai vaccini e all’imunità generata dal contagio da Omicron.
La Santa sede è pronta a tutto pur di fermare i «fiumi di sangue e di lacrime» che scorrono in Ucraina. Suonano potenti e terribili le parole di papa Francesco all’Angelus di domenica 6 marzo.
L’invasione russa ha determinato una tragedia di fronte alla quale l’Europa sta reagendo unita. L’integrazione europea è fondamentale nel contesto attuale