La Giornata per la vita che si celebra domenica 6 febbraio ricorda la centralità dell’esistenza umana a cui va garantita dignità e rispetto in ogni fase e in ogni contesto. Il messaggio dei vescovi si concentra su questo
«Il messaggio che i vescovi ci hanno affidato in occasione della Giornata per la vita è pregnante e pertinente con la vocazione che ispira il Movimento per la vita a prendersi cura e custodire l’altro in ogni momento dell’esistenza, anche quando non è stata ancora raggiunta la tappa della nascita» afferma il presidente della sezione padovana del Movimento per la vita Marcello Vinci, da decenni impegnato a sostenere e promuovere le proposte dell’associazione, del Centro di aiuto alla vita e delle case di accoglienza.
Un nuovo Rinascimento. Nelle scuole, nei patronati, negli spazi cittadini. Superata questa difficile stagione, la pratica sportiva e i suoi valori devono essere al centro della crescita dei ragazzi. E anche la Chiesa può stringere sinergie. La pandemia ha generato una spaccatura e le attività di base, fondamentali per le società e per la crescita dei futuri atleti, sembrano accantonate dallo Stato
La pandemia è passata con forza anche sulla pratica religiosa. Dopo la sospensione dei riti, durante la prima fase, e nell’andamento altalenante delle misure di distanziamento diventa difficile riprendere la pratica religiosa. Non si tratta soltanto della frequenza alle celebrazioni domenicali, ma della vita ordinaria: la partecipazione ai gruppi, le attività di servizio di formazione, le variegate forme di volontariato.
Il testo, spiega la docente dell’Università cattolica, “rappresenta ‘una scatola degli attrezzi’ estremamente utile per chi è nel ruolo di progettare politiche sociali e realizzare interventi, perché non si limita a fornire generiche ‘linee guida’, ma delinea anche nel dettaglio gli interventi”
“In attesa di commentare in modo più approfondito le ordinanze attraverso la lettura dei testi, prendiamo atto della ratio alla base delle ordinanze: la ricerca di una ‘normalizzazione’ rispetto alla situazione emergenziale si traduce nella volontà di ripristinare in buona parte le procedure proprie degli esami del periodo prepandemico”.
“È una bella notizia il ritorno delle prove scritte alla maturità. Lo speravo molto, altrimenti si gioca al ribasso. E il Covid diventa una scusa per rendere ancora più semplice, facile e quasi scontato l’esito dell’esame, che già era molto svalutato”.
Nel giorno dopo il 27 e in quello dopo il 29 gennaio la memoria si è nuovamente affacciata, pronta a portare il suo contributo alla costruzione di un Paese migliore.