L’emergenza sanitaria degli ultimi due anni ha imposto modifiche anche al mondo del lavoro. Non solo restrizioni ma anche nuove modalità e opportunità. Sugli scenari futuri il sociologo è netto: “Se ritornassimo al cartellino e ai tornelli sarebbe un passo indietro”
Intervista a Aldo Ferrari, dell'Università Ca' Foscari di Venezia: “La guerra non dovrebbe scoppiare perché non ce ne sono ragioni e interessi oggettivi. Però, attenzione, ci sono tanti casi di guerre che sono scoppiate in maniera irrazionale. Pensiamo alla Prima guerra mondiale quando saltò tutta l’Europa per nulla. Credo quindi che in questa situazione la risposta peggiore sia quella di alzare il livello dello scontro e della contrapposizione"
Appello alle istituzioni: “Non condanniamo all’invisibilità uomini e donne in cerca di una vita dignitosa. Ritorniamo a una politica che abbia una visione di governo ispirata al rispetto dei diritti umani”
Nel mondo sono 360 milioni le persone che vivono un alto livello di persecuzione per la loro appartenenza religiosa: quella cristiana. Il dato più alto degli ultimi 29 anni, cioè da quando l’organizzazione Porte aperte/Open doors stila la propria World watch list, presentata nell’edizione 2022 il 20 gennaio alla Camera dei Deputati.
Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale per la lotta contro il cancro, occasione quest’anno per sottolineare i progressi fatti nonostante la pandemia. Difficoltà sì, ma il Covid-19 non ha scalfito l’attenzione verso il paziente oncologico
Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, commenta per il Sir il messaggio del Papa per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali: "Ascoltare significa uscire da se stessi. Il cuore aperto è il migliore antidoto al pensiero unico"
“Oltre che essere un elogio della virtù dell’ascolto, è anche una forte provocazione per quanti sono impegnati nel mondo della comunicazione. È inutile negarlo: viviamo in una società ipertrofica in cui il profluvio di parole rischia di farne perdere il significato. Siamo assuefatti a narrazioni continue che, alla fine dei conti, annebbiano il volto dell’altro, perché ridondanti o compiacenti ai nostri desideri”.