La rete #5BuoneRagioni chiede alle istituzioni di aprire un tavolo di confronto: "Modifica dell'assetto solo dopo un confronto con i soggetti pubblici e privati interessati". Ecco perché secondo le associazioni la riforma "non risponda affatto all’obiettivo di migliorare la giustizia minorile"
« Continuerò ad impegnarmi con tutte le mie forze affinché anche l’editoria locale continui ad avere non ristori, ma sostegni. Perché una democrazia liberale compiuta non può fare a meno di una stampa locale, libera, indipendente e professionale». La promessa è di Giuseppe Moles, Sottosegretario all’Editoria, enunciata dal Salone del Libro di Torino, luogo simbolo in questi giorni della rinascita culturale del Paese.
Così la portavoce del Forum del terzo settore nel suo intervento di fine mandato nel corso dell’assemblea in corso oggi a Roma. “L’apporto del terzo settore in merito alle priorità della programmazione politica, sociale ed economica del paese trovi spazi adeguati di ascolto e confronto”
Una sinergia tra chi è a contatto quotidianamente con il vissuto di un territorio. Per Patrizio Bertin di Confcommercio è da questo legame che ci si può rialzare
Stefano Ferrarese, direttore Esu, vede nel timore dei proprietari una possibile spiegazione. L’emergenza, però, deve aprire le porte a un piano più grande
«Voglio chiedere, in nome di Dio, ai Paesi potenti di cessare le aggressioni, i blocchi e le sanzioni unilaterali contro qualsiasi Paese in qualsiasi parte della terra. No al neocolonialismo. I conflitti si devono risolvere in istanze multilaterali come le Nazioni Unite. Abbiamo già visto come finiscono gli interventi, le invasioni e le occupazioni unilaterali, benché compiuti sotto i più nobili motivi o rivestimenti. Questo sistema, con la sua logica implacabile del guadagno, sta sfuggendo a ogni controllo umano. È ora di frenare la locomotiva, una locomotiva fuori controllo che ci sta portando verso l’abisso. Siamo ancora in tempo».
“A cinque anni dalla pubblicazione della Laudato si’, la Chiesa italiana non poteva non farsi carico del grido della Terra e del grido dei poveri. La pandemia ci ha fatto piombare in un senso di precarietà che il frastuono godereccio ci aveva fatto dimenticare”, dice il presidente di Greenaccord
Un gruppo di organizzazioni che tutelano i diritti umani analizza in un dossier come gli strumenti digitali e biometrici, utilizzati per il controllo dei flussi, stiano minando la privacy e i diritti umani. E chiedono all’Unione europea maggiore trasparenza: “L'Unione ha l'obbligo di rispettare i diritti umani e perseguire la loro realizzazione anche nello sviluppo e nell'attuazione delle sue politiche esterne”