Natale in corsia. Don Mulas: “Il Bambino Gesù ci chiama a custodire la fragilità di una vita messa alla prova”

"Penso a tutti gli ammalati che abitano le corsie dei nostri ospedali e che, talvolta, hanno perso la capacità di attendere e vivono prigionieri delle loro paure e fragilità, chiusi alla speranza. Penso a tutti i poveri e bisognosi che sono spogliati della loro dignità umana; a coloro che hanno trovato porte e frontiere chiuse a causa di tanta indifferenza ed egoismo o a tutti quelli che si trovano a vivere lontani dai loro affetti più cari". Parla don Paolo Mulas, giovane cappellano ospedaliero, secondo il quale il Natale ci chiama a "custodire la fragilità di una vita messa alla prova"

Siamo coloro che hanno creduto all’Amore

Lo sguardo su questo mistero ci porta a chinarci sulle ferite e sofferenze dell’umanità, dei poveri. In questo Natale non vogliamo più lasciare soffrire nessuno da solo, vivendo con sobrietà nella restituzione dei beni perché ognuno abbia una famiglia, una casa, il lavoro necessario. Vogliamo metterci il grembiule del servizio e della condivisione e lavarci i piedi stanchi gli uni degli altri.

Non basta commuoverci davanti al Bambino Gesù. Egli ci invita a testimoniare una vita altra, intrisa di carità

Siamo giunti ormai a Natale e, dopo un lungo tempo di preparazione con le sue difficoltà e le fatiche, ci siamo impegnati a percorrere il tratto di strada guidati dalla Parola di Dio. Il cammino non è stato semplice anche a causa del risveglio della pandemia. Le paure, le ansie, il bisogno quasi di voler esorcizzare con forza il virus, il contatto con il limite, l’esperienza del senso di impotenza, la ricerca affannosa di segni rassicuranti spesso non ci hanno permesso di alzare il capo, per scorgere la presenza del Signore, anche durante il cammino incerto.

Violenza sulle donne. Quello sfregio nell’anima. Indicibile, invisibile violenza

Per molte donne la violenza inizia da quel non detto invisibile agito da uomini dalle menti strette e ampi pregiudizi. Insospettabili manipolatori, mariti, compagni o altro che siano, provocano nelle donne, con subdoli quanto pericolosi schemi, piaghe intollerabili di tonalità barbariche. Umiliazioni, minacce, denigrazioni di ogni tipo, parole tossiche agiscono come fendenti al solo scopo di offendere, creare asimmetrie per logorarle, annientarle.

Natale 2021: Dove nasce la luce

È morto il 22 dicembre, presso il convento della Flagellazione a Gerusalemme, padre Frédéric Manns. Biblista di fama internazionale, professore emerito presso lo Studium Biblicum Franciscanum (Sbf) di Gerusalemme, padre Manns aveva 79 anni di età, 60 di professione e 52 di sacerdozio. Più volte padre Manns aveva collaborato con il Sir rilasciando interviste e scrivendo articoli e riflessioni. Vogliamo per questo motivo pubblicare di nuovo una sua riflessione sul Natale e sul presepe, scritta per il Sir e pubblicata il 19 dicembre 2012. Circa due mesi prima Benedetto XVI aveva indetto l’Anno della fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013) in occasione del 50° anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e del 20° anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica