Conferenza stampa del Tavolo Asilo. Dal 2017 60 mila persona riportate indietro. “Siamo abbastanza arrabbiati e sbalorditi dal fatto che l’Italia stia andando avanti su questa linea”. Lettera a Draghi e una settimana di mobilitazioni
Papa Francesco sapeva della «nota verbale» con cui il Vaticano ha chiesto di «rimodulare» il disegno di legge Zan contro l’omotransbifobia? E c’è lui dietro la retromarcia palesata dal cardinale Pietro Parolin? Sono gli interrogativi che più rimbalzano nei palazzi delle istituzioni al di qua e al di là del Tevere, come sui social e nel mondo cattolico. La duplice risposta la dà lo stesso segretario di stato vaticano Parolin: «Il principio è che di tutto quello che si fa si informano sempre i superiori».
Per noi Francesco è prima di tutto una persona sofferente che ha bisogno del nostro sostegno in un momento difficile della sua esistenza. Come tutte le persone oggi ammalate o sofferenti, indubbiamente mi verrà obiettato. Certamente ma proprio qui si colloca il perno: il cristiano, se tale vuole essere nei fatti più che proclamarsi con vane ciance, non è l’influencer che attira e produce e produce denaro se non proprio a fiumi magari a rivoli. Francesco per noi è Padre, di tutti i cristiani indubbiamente, non solo ma come più volte ha ribadito, Padre di tutti indistintamente. Ora, riversare su di lui il nostro ricordo orante ed intercedente significa sostenerlo nel suo dono di spogliamento, di povertà, di necessità, per renderlo incandescente nel suo donarsi.
Quasi cinque mesi di operato dall’insediamento di metà febbraio del nuovo esecutivo guidato dal premier Mario Draghi. Un dicastero senza portafoglio che ritorna, il ministero per le Disabilità, la cui reggenza è affidata alla senatrice Erika Stefani, di Trissino e in quota Lega.
Scuola. Per il secondo anno la prova regina del percorso scolastico dei giovani italiani è stata ridotta al solo orale a causa della pandemia da Covid-19. Giudizio unanime dei dirigenti scolastici padovani: si è fatta di necessità virtù, ma occorre tornare al più presto alla formula che comprende le prove scritte
L'attuazione del Pnrr richiede uno sforzo eccezionale sul piano del coordinamento e dell'efficienza, ma deve rifuggire dalla tentazione statalista e tecnocratica.
Presentato il rapporto sulla città di Milano della Fondazione Ambrosianeum. Garzonio: “Va bene il recovery plan, ma non dobbiamo accontentarci, altrimenti i problemi delle diseguaglianze non avranno soluzione”