Enrico Letta: “Il Recovery plan è l’occasione per l’Europa di diventare adulta”

Pur se apparentemente lontano dalla politica, anche da direttore della Scuola di affari internazionali dell’Istituto di studi politici di Parigi la voce di Enrico Letta non è mai mancata, e le sue analisi della situazione nazionale e internazionale non sono mai banali. Oggi vede l’Europa a un bivio positivo, “potrebbe nascere quel pilastro sociale” che ancora non c’è; in Italia “c’è bisogno di unità” per gestire anche un momento come questo con risorse davvero “eccezionali”. E ancora, sottolinea che "La ripartenza del Paese non può che passare dalla famiglia".

La “rinascita dell’Italia” è anche una questione di metodo

Il coronavirus pare allentare le sue spire, è di nuovo possibile muoversi liberamente tra le Regioni e dall'Europa – che “manifesta di aver ritrovato l'autentico spirito della sua integrazione”, per citare le parole del presidente della Repubblica – arriverà per l'Italia un volume di risorse eccezionale. Però, ammonisce Giuseppe Conte, "bisogna saper spendere bene" e occorre mettere a punto "un progetto di Paese"

Festa della Repubblica: condividere un orizzonte di principi e di valori

Nelle scorse settimane il presidente Mattarella ha più volte invitato all’unità, che si basa sul rispetto reciproco. La sola strada per partire ed arrivare alla realtà delle attese concrete dei cittadini, valorizzando le risorse e superando quel reticolo di fazioni, interessi, conflitti che ciclicamente ci penalizza. Si può fare, ma dobbiamo darci concretamente da fare. È il senso della festa della Repubblica, una repubblica plurale, che valorizza e coordina le differenze e tutte le soggettività, non teme di riferirsi a valori alti. Tanto più quest’anno, in cui tutto sembra in discussione. E rischia di rimanere uguale, se non peggiore, se non facciamo sentire chiara e forte la nostra voce

Fase 2: la ripresa per noi preti

L’esercizio di questa settimana è per i preti, ma anche per tutti coloro che con i preti collaborano e che la vita della Chiesa ce l’hanno a cuore: prendiamoci un momento di raccoglimento, con tre bei fogli bianchi e una penna davanti, e proviamo a stilare nel primo l’elenco di quanto la pandemia e la quarantena non sono riuscite ad arrestare del nostro ministero, e continuiamolo; poi facciamo un secondo elenco, quello delle cose nuove che abbiamo compreso o sentito o voluto per noi e le nostre comunità durante la quarantena, e adesso avviamolo; infine un terzo elenco di quanto non c’è stato nei giorni del lockdown, e la cui assenza non ha tolto niente a nessuno (anzi!), e smettiamolo definitivamente