L’esperienza di questo tempo ci interroga, per definire il disagio provato durante la segregazione non cercata. Che cosa ci sta dicendo tutto ciò? Quale risposta dare? Abbiamo bisogno di scoprire che ci siamo, senza lasciarci inghiottire dalla forza del tempo che, fino a febbraio, abbiamo eretto padrone della nostra esistenza. C’è l’urgenza di capire che il senso della nostra vita non è il tempo, ma Colui che ce l’ha donata gratuitamente. Nella corsa caotica di questi ultimi anni, molte volte, non abbiamo sperimentato di vivere nel tempo, ma lo abbiamo inseguito: ci siamo lasciati risucchiare dal suo vortice, che portava con sé tutto ciò che incontrava nello spazio, compresa la nostra esistenza.
Quest’anno, per augurare buona Pasqua, il pianista e direttore d’orchestra Ezio Bosso aveva scelto il finale dello “Stabat Mater” di Gioachino Rossini.
Tra le misure di sicurezza per l'esame di maturità e le luci e le ombre della didattica durante il lockdown, è necessario più che mai guardare al "dopo"
I temi più urgenti che sembrano emergere appartengono almeno a tre categorie di problemi: fragilità economica, conciliazione vita e lavoro, compiti di cura.